Caritas

“Sul passo della speranza”: prosegue l’impegno della Caritas nelle aree colpite dal terremoto

A quasi due anni e mezzo dal sisma l’impegno e l’attenzione della diocesi e della Caritas sui territori di Amatrice, Accumoli, Cittareale, Posta e Borbona, Leonessa, non accenna a diminuire, anzi si concretizza sempre di più sui due fronti della ricostruzione di strutture a servizio della comunità e l’animazione di quest’ultima.

A quasi due anni e mezzo dal sisma l’impegno e l’attenzione della diocesi e della Caritas sui territori di Amatrice, Accumoli, Cittareale, Posta e Borbona, Leonessa, non accenna a diminuire, anzi si concretizza sempre di più sui due fronti della ricostruzione di strutture a servizio della comunità e l’animazione di quest’ultima.

Nella mattinata del 6 febbraio alla presenza dei presbiteri che guidano le parrocchie della zona, del direttore della Caritas, don Fabrizio Borrello e di operatori e volontari, il vescovo Domenico Pompili, nella cornice del centro Caritas di Amatrice,  ha posto l’attenzione sulla dimensione della speranza, che la Chiesa deve impegnarsi a portare nell’animo di coloro che vivono giorno dopo giorno i disagi di non avere più i propri borghi, la vita di prima, i punti di riferimento, i simboli di una intera esistenza e di tante generazioni.

È alla restituzione di questa speranza che la Chiesa e la Caritas, quale sua dimensione di amore che agisce, deve tendere e verso questo traguardo deve lavorare, anche in risposta alle tante polemiche, a volte strumentalizzate, che imperversano sui social acuendo un clima dilagante di sfiducia.

Il vescovo Domenico ha esortato tutti i presenti a vario titolo, a trovare un’unità nel lavoro all’unico scopo di essere di sostegno e conforto alle persone, restituendo loro un po’ di quella fiducia e di quella speranza nel domani che è andata persa con tutto il resto, almeno finché non cambino le cose.

A tale scopo la Chiesa reatina si sta adoperando anche sul piano strutturale, per poter far partire quanto prima la realizzazione di “Casa del Futuro” che, accanto alla cura dei beni culturali e agli interventi sulle chiese, circa 75, costituisce l’impegno della diocesi sul fronte della ricostruzione.

Sul versante pastorale, invece, il lavoro è quotidiano sia per sacerdoti e suore chiamati a guidare le comunità travolte dal sisma, che per gli operatori e i volontari che sono una presenza costante sul territorio, presso le abitazioni per le visite personali e sui centri di comunità  Caritas, dove svolgono attività di animazione per varie fasce di età, come quelle che saranno posti in essere, fino al giugno prossimo, per effetto del progetto “Sul passo della speranza” ed in continuità con quanto già posto in essere in precedenza.

Una serie di incontri, su varie tematiche ludico ricreative, ma anche informative, in continuità con le attività delle parrocchie e le linee guida della diocesi, proposte ad anziani ma anche a famiglie, giovani e bambini, i cui obbiettivi saranno quelli di creare comunità e far uscire le persone dalle SAE per tornare a stare insieme, dialogare su temi di interesse comune e, perché no, poter sorridere e rilassarsi un po’.

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