Ecco lo studio medico della carità

Un punto di riferimento per cure e prevenzione per i bisognosi nello spirito di solidarietà cristiana.

La prima benedizione è giunta solo dall’esterno, ma ben “di peso”: da parte del vescovo diocesano con il Santissimo Sacramento. L’inaugurazione spirituale, per lo “Studio medico della carità”, è avvenuta domenica scorsa al tramonto, presente la folla di devoti partecipanti alla processione della Madonna Addolorata, snodatasi secondo tradizione dalla chiesa di San Nicola.

È ormai da un po’ di anni che, nella sentita processione mariana, si usa svolgere una “tappa eucaristica” davanti alla chiesa di San Pietro Martire: l’effigie della Vergine sosta nello slargo dove è approntato un altarino ben addobbato sul quale giunge, uscendo dalla chiesa, Gesù sacramentato esposto nell’ostensorio, con cui poi si impartisce la benedizione ai presenti.

E stavolta, a benedire con l’eucaristia, c’era monsignor Lucarelli, che una speciale benedizione l’ha data all’ingresso del palazzetto dove l’apposita targa indica il nuovo servizio dell’ambulatorio e agli operatori sanitari volontari schierati lì davanti con i loro camici bianchi. Mercoledì, poi, l’inaugurazione vera e propria della struttura: all’interno dell’ambulatorio erano raccolti, con altri ospiti, gli operatori della Caritas parrocchiale, le suore del Divino Amore e quelle Camilliane, oltre ovviamente al personale medico e infermieristico che volontariamente si rendono disponibili per questa nuova opera–segno che la Chiesa locale ha voluto offrire, come ha sottolineato il diacono Nazzareno Iacopini, responsabile della Pastorale sanitaria, che assieme al parroco del luogo don Luigi Bardotti e al responsabile della Pastorale sociale don Valerio Shango ha presieduto il breve rito di benedizione dei locali: un segno concreto che, volgendo al termine l’anno diocesano dedicato alla famiglia, il vescovo Lucarelli ha chiesto di attivare proprio per esprimere la vicinanza a tante famiglie bisognose.

Non soltanto, dunque, mense, centri di ascolto, aiuti alimentari ed economici per andare incontro alle necessità di chi vive situazioni particolari: anche nel campo sanitario si è verificato esserci un bisogno per tante persone, soprattutto chi non è completamente in regola o comunque non riesce ad essere raggiunto dal sistema “normale”. Non che si voglia criticare i medici di base o l’assistenza sanitaria che comunque, nonostante tagli e razionalizzazioni continue, il pubblico riesce ancora bene o male a garantire. Ma per offrire un servizio in più contraddistinto dal puro spirito di solidarietà cristiana.

Andando incontro a coloro che, come detto, possono sfuggire alla rete sanitaria pubblica per vari motivi, e anche per fare quell’opera di sensibilizzazione, di consulenza, di prevenzione che in qualche e qualche caso può risultare preziosa, come spiega Luca Sabetta, il giovane medico a capo dello staff di volontari attivi nel nuovo ambulatorio voluto da Ufficio diocesano di Pastorale della salute, parrocchia S. Lucia e relativa Caritas parrocchiale.

Una presenza in più, allora, che può essere assai utile (magari perché aperta di sabato mattina, quando non sono facilmente reperibili medici di famiglia e la stessa guardia medica) e soprattutto agire con uno spirito diverso rispetto a chi, pur con il massimo della competenza e della disponibilità, presta la sua opera in ambito professionale: la qualifica “della carità”, ha sottolineato don Luigi, non sta tanto nel fatto di essere gratuito, quanto soprattutto nell’approccio con cui si dispone verso chi è malato. Quell’approccio che magari non riesce a portare benefici in termini di guarigione, ma offre una vicinanza e una parola che può risultare ancora più preziosa.

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