“Quelli di Villa Sant’Anatolia”: poca nostalgia, molta voglia di fare / LE FOTO

Non si sono fatti spaventare dalla giornata piovosa che ha reso la domenica quasi invernale in montagna: appuntamento rispettato per “Quelli di Villa Sant’Anatolia” che hanno ugualmente preso la via del Terminillo per il loro terzo incontro annuale. Dopo il primo raduno svolto nel giugno 2014 alla Foresta e un anno dopo a Monte Antuni, nuovo incontro per i tanti affezionati alla casa diocesana di Castel di Tora (struttura ora non più, purtroppo, in uso alla Chiesa locale) che per anni ha accolto migliaia di giovani per i campiscuola sotto la guida di don Luigi Bardotti. Il gruppetto, ritrovatosi grazie a Facebook, ha dato modo a molti ex ragazzi ormai divenuti adulti di rivivere lo spirito di quelle estati trascorse a Villa S. Anatolia, non solo rievocando atmosfere, attimi “magici” ed emozioni scolpite nella memoria, ma anche ribadendo che i valori trasmessi da quegli indimenticabili momenti hanno costituito un bagaglio formativo che, indipendentemente dalle diverse vie percorse in seguito, rimane indelebile.

Domenica scorsa, l’inclemenza meteo non ha cancellato la giornata terminillese, ripiegando sul “piano B”: anziché all’aperto sui prati, l’incontro si è svolto nella struttura parrocchiale annessa alla bella chiesa di S. Francesco. Così, nei locali all’ombra del templum pacis, ospiti della Fraternità monastica della Trasfigurazione, si è vissuta la giornata, apertasi con la preghiera mattutina svolta ai piedi dell’urna che custodisce le reliquie del Patrono d’Italia e proseguita con il confronto su quello che è il senso stesso del gruppo, che lo staff organizzativo ha voluto sintetizzare anche in un apposito documento presentato poi al vescovo.

A monsignor Domenico Pompili, giunto nel pomeriggio per celebrare l’eucaristia festiva insieme a don Luigi Bardotti, è stato consegnato all’offertorio il testo di tale documento che esprime la volontà di essere fedeli allo spirito di quella formazione ricevuta in età giovanile, mettendosi a disposizione della Chiesa e della società reatina per poter intanto recuperare una struttura propria per campi e ritiri giovanili (nella speranza mai del tutto sopita che, appena possibile, la diocesi possa tornare in “possesso” proprio di Villa S. Anatolia) e in generale per dare una mano per quel che serve, secondo le possibilità e i tempi di ciascuno, in progetti e attività che riguardino il mondo giovanile. Il vescovo, che già aveva incontrato i rappresentanti del gruppo invitandoli a collaborare in iniziative particolari (come è avvenuto, di recente, per l’organizzazione del Giubileo con gli sportivi, che ha visto alcuni di QVSA in prima linea), ha ricordato a tutti quanto abbondi la messe e quanto scarseggino gli operai, ribadendo l’esortazione a far rivivere lo spirito di “quegli” anni nella fedeltà all’oggi, senza nostalgie che pretendano di ripetere le stesse cose dei “bei tempi andati” ma con la saggezza di condividere quel che si è ricevuto mettendolo a servizio della crescita delle giovani generazioni.

Foto di Massimo Martellucci