Primo Maggio a Cittareale

Primo Maggio a Cittareale. Calisse: «Una festa che dà speranza»

Ha affrontato alcuni nervi scoperti il Presidente della Provincia Calisse in occasione della festa del Primo Maggio a Cittareale. Non senza ricordare che il giorno è tanto l’occasione per mettere in fila i problemi, quanto una festa per trovare il coraggio e la speranza necessari a risolverli

Rivolgendosi a quanti hanno raggiunto Cittareale per festeggiare il Primo Maggio insieme a Cgil, Cisl, Uil e alla Chiesa di Rieti, il presidente della Provincia Mariano Calisse ha ringraziato «coloro che ogni giorno difendono il lavoro, la sua qualità e dignità». Una presa di posizione contro quanti «si rapportano in maniera maldestra al ruolo dei sindacati». Un atteggiamento letto nella diffusa tendenza a vilipendere le istituzioni storiche del Paese, quelle stesse istituzioni che ne hanno determinato lo sviluppo. Una lettura che Calisse ha fatto a partire dalla sua condizione di figlio di operai: «ho saputo riconoscere sin da piccolo l’importanza dei sindacati e di chi difende il lavoro».

Sui temi del giorno, “Giovani, lavoro, ricostruzione e infrastrutture”, il presidente della Provincia ha ribadito il suo impegno quotidiano. Un esempio è la manutenzione straordinaria di tutte le strade provinciali, ma più in generale Calisse ha voluto ribadire la volontà di cercare una convergenza con le forze vive del territorio su ogni problema irrisolto. «Non ci possiamo più dividere sulla Salaria», ha esemplificato ricordando che per la consolare qualcosa si sta muovendo, come pure per la ferrovia con i treni bimodali.

Altro tema sul tavolo è quello della stabilizzazione dei tanti precari: «con l’assessore regionale Di Berardino stiamo cercando di chiudere l’annosa vicenda degli Lsu, all’interno della quale deve rientrare quella di Risorse Sabine e del precariato all’interno della scuola». E a proposito di istruzione il presidente della Provincia ha confermato il progressivo rientro della scuola alberghiera ad Amatrice: «a settembre sarà l’ultimo biennio, mentre il primo per il momento resterà a Rieti», ma l’obiettivo è quello di un ritorno pieno il prima possibile.

«Lavorare e affrontare i problemi a volte mette un po’ di paura, però ci vuole coraggio» e predere il Primo Maggio come una festa e non come un momento per fare il punto dei problemi è una chiave di lettura che dà speranza. Sono necessarie fiducia e coraggio per convincere il legislatore che a Rieti e provincia non può vincere la secca legge dei numeri: «le leggi vanno fatte anche in favore della qualità dei territori, oltre che dei giovani e degli imprenditori che credono nell’Italia interna».

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