Fotografia

Picture of life: quando la fotografia ti cambia la vita

All'Università Bocconi di Milano, è stata esposta la retrospettiva “A Bigger Picture” promossa da Vitec Imaging Solutions, dove sono stati raccontati progetti sociali e di educazione in realtà difficili, fatti attraverso l’arte della fotografia

All’Università Bocconi di Milano, è stata esposta la retrospettiva “A Bigger Picture” promossa da Vitec Imaging Solutions, dove sono stati raccontati progetti sociali e di educazione in realtà difficili, fatti attraverso l’arte della fotografia. Come quello dell’Associazione Jonathan Onlus, comunità di accoglienza napoletana per minori e giovani adulti dell’area penale

Volti di ragazzi, sorridenti, concentrati, illuminati dai raggi di un sole africano o dalla luce a neon dei locali americani, mani che reggono macchine fotografiche con obiettivi rivolti a immortalare paesaggi urbani, donne con bambini tra le braccia, Babbi Natale che sembrano quasi tragici clowns con il loro cappello rosso e gli sguardi persi nel grigio dell’inverno in una grande metropoli che potrebbe essere ovunque nel mondo, ma anche mare, ghiacciai immensi, e terre lontane, ma forse non troppo per sentirle del tutto estranee.

La retrospettiva “A Bigger Picture” esposta all’Università Bocconi di Milano in occasione del Salone della CSR, la Responsabilità Sociale d’Impresa, che si è svolto in questi giorni nel capoluogo lombardo, vuole rivelare emozioni attraverso le immagini. La mostra, promossa da Vitec Imaging Solutions, ha voluto raccontare attraverso gli scatti esposti, i progetti sociali e di educazione che Vitec promuove in tutto il mondo.

La fotografia che ti cambia la vita

Come quello con l’Associazione Jonathan Onlus la comunità di accoglienza per minori e giovani adulti dell’area penale, fondata a Napoli nel 1993. “Sei anni fa – spiega Marco Pezzana Ceo di Vitec – abbiamo iniziato questo primo progetto con l’Associazione Jonathan. All’inizio pensavamo di inserire la fotografia come pura teoria di insegnamento nei programmi di rieducazione di questi ragazzi, ma ben presto ci siamo resi conto che le foto avevano un grande potere verso di loro, perché raccontavano e davano la possibilità di un recupero anche psicologico di questi giovani”. Da quel primo progetto ne sono nati molti altri di responsabilità sociale come la collaborazione con “100Cameras” Associazione americana no profit.

“A partire da ottobre– continua a spiegare Marco Pezzana –  un gruppo di ragazzi di una comunità di Chicago, attraverso l’utilizzo di smartphone, avranno modo di apprendere le tecniche di creazione di contenuti digitali con cui raccontare la propria storia di disagio tramite portali social. Questo percorso consentirà ai partecipanti di creare racconti attraverso le immagini e generare valore sociale per la loro comunità di appartenenza proprio attraverso la vendita dei contenuti photo e video realizzati su una piattaforma digitale. Al termine del corso, infatti, i lavori prodotti saranno acquistabili sul sito di 100Cameras e l’intero ricavato sarà messo a disposizione della comunità dei ragazzi”.

Uno sguardo differente su Napoli

Le foto scattate dai ragazzi dell’Associazione Jonathan raccontano una Napoli vista attraverso gli occhi di chi ci vive e forse non è mai uscito fuori da quel territorio. I quartieri affollati, i negozi dei souvenir per turisti, i volti dei suoi abitanti, ma anche i suoi paesaggi illuminati di una bellezza struggente.  “Abbiamo voluto far conoscere ai nostri ragazzi – racconta Silvia Ricciardi founder dell’Associazione Jonathan – la bellezza del nostro territorio, che loro probabilmente non avevano mai visto con quello sguardo. Questo è stato molto importante, perché ha reso possibile far capire loro che una vita differente è possibile per tutti. Per qualcuno è stata l’occasione di imparare un mestiere e trovare anche lavoro, e questo ha reso il nostro progetto davvero completo, perché la responsabilità sociale è diventata qualcosa di concreto e reale, una buona pratica che cambia davvero la direzione di vita di questi giovani, allontanando così il rischio di tornare in carcere dopo poco tempo”.

I ghiacciai: le sentinelle del Creato

Ma questa retrospettiva è rivolta anche alle tematiche ambientali con una particolare attenzione per i cambiamenti climatici e i delicati ecosistemi dei ghiacciai. “I ghiacciai – sottolinea il fotografo Fabiano Ventura creatore del progetto “Sulle tracce dei ghiacciai” – sono le sentinelle dei cambiamenti climatici. Per questo ho ideato sei spedizioni nelle catene montuose più importanti del pianeta per documentare direttamente ciò che sta succedendo, attraverso la ripetizione di stesse foto scattate venti anni prima nello stesso punto e nello stesso periodo dell’anno, per far capire davvero a tutti in maniera visiva quelli che sono i disastri dei cambiamenti climatici. Abbiamo iniziato nel 2009 attraversando paesi come l’Alaska, il Caucaso, siamo stati in Himalaia e concluderemo il nostro progetto proprio sulle nostre Alpi franco svizzere italiane. Oltre questo cerchiamo di diffondere il nostro messaggio nelle scuole dove facciamo vedere i filmati, le foto, perché educare le nuove generazioni al rispetto del Creato è fondamentale se vogliamo dare loro un futuro possibile”.

Da Vatican News

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