Club Alpino Italiano

La sottosezione CAI di Poggio Bustone saluta il nuovo anno dall’alto di Cima d’Arme

Si conclude con il consueto brindisi in vetta l’anno duemiladiciannove della sottosezione CAI di Poggio Bustone, intitolata appunto alla cima che sovrasta il bel paese di Poggio Bustone: Cima D’Arme

Si conclude con il consueto brindisi in vetta l’anno duemiladiciannove della sottosezione CAI di Poggio Bustone, intitolata appunto alla cima che sovrasta il bel paese di Poggio Bustone: Cima D’Arme.

Quota 1676 metri è stato il punto di arrivo dai tanti camminatori che, dal Convento del Perdono, si sono avventurati per salutare il vecchio anno ed augurare dal tetto della Valle Santa un sereno buon anno a tutti. Il rituale vuole che ogni camminatore porti con sé alcuni dolcetti o prodotti tipici del natale da condividere con gli altri al raggiungimento dell’agognato traguardo.

Durante il tragitto, il presidente della sottosezione, Simone Mostarda, ha ricordato le origini di questa tradizione e i tanti aneddoti che la citano. Ben quindici
anni di storie e racconti accompagnano i tanti appassionati del passo lento che, con fatica e tanta allegria, decidono così di dar corso al nuovo anno.

Un trentuno dicembre alquanto anomalo, caratterizzato da una giornata estremamente calda per il periodo, tanto che i veterani faticano a riconoscere. Se da una parte l’alta pressione ha regalato un’insolita e gradevole giornata primaverile, l’inversione termica ha favorito una sottile stratificazione in valle che tuttavia non ha offuscato il mirifico panorama che a quelle altitudini regala sempre degli scenari mozzafiato, dove la vista si perde nel lontano orizzonte fino quasi a raggiungere il mare.

Qualche minuto ancora per godere di quella meravigliosa visuale a 360° per poi riprendere il cammino del rientro, ma non prima di aver riconsegnato la montagna meglio di come sia stata trovata. Se è vero il detto che ciò che accade in montagna la pianura non deve sapere, lasciamo a tutti la curiosità di scoprirlo con la speranza di trovarci ancora una volta insieme nel prossimo anno. E come si dice a Poggio Bustone…a tiempu meglio ‘n atr’anno…se Dio vo’!

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