La firma sull’8×1000: un aiuto per tutta la Chiesa, cioè per gli altri

Con la firma sull’8x1000 da parte dei contribuenti, ogni anno la Chiesa si affida alla libera volontà dei cittadini per dare risorse alla sua missione. E che restituisce decuplicato quanto riceve per il bene comune. E in un momento storico in cui la Chiesa molto deve fare per gli ultimi, è importante per laici e sacerdoti parlare dell’8x1000 e delle offerte per il sostentamento del clero, perché deve crescere l’informazione su come funziona il sistema ecclesiale di condivisione, corresponsabilità e redistribuzione.

Con la firma sull’8×1000 da parte dei contribuenti, ogni anno la Chiesa si affida alla libera volontà dei cittadini per dare risorse alla sua missione. E che restituisce decuplicato quanto riceve per il bene comune. E in un momento storico in cui la Chiesa molto deve fare per gli ultimi, è importante per laici e sacerdoti parlare dell’8×1000 e delle offerte per il sostentamento del clero, perché deve crescere l’informazione su come funziona il sistema ecclesiale di condivisione, corresponsabilità e redistribuzione.

L’incontro mensile del vescovo con il clero della diocesi in aprile è stato centrato sul rapporto tra ministero pastorale e risorse economiche, guardando in particolare all’istituto dell’8×1000 con l’aiuto di mons Giovanni Soligo, Presidente dell’Istituto sostentamento clero nazionale.
Un tema tanto attuale, in vista delle scadenze fiscali, ma spesso trascurato dagli stessi sacerdoti e non privo di equivoci tra i fedeli e la popolazione più in generale. «Proprio per questo – ci dice don Nicolae Zamfirache, che della promozione dell’8×1000 è il responsabile diocesano – il 6 maggio è prevista una giornata nazionale di sensibilizzazione durante la quale tutti i parroci sono invitati ad affrontare il tema e sensibilizzare le persone, e durante tutto l’anno sarà possibile svolgere corsi formativi rivolti ai parrocchiani per spiegare i meccanismi e la destinazione dei proventi dell’8×1000».

Dunque cos’è e a che serve l’8×1000?

In sostanza è una piccola quota dell’imposta sui redditi che lo Stato italiano distribuisce alle confessioni religiose, o trattiene per sé, in base a una scelta fatta dai contribuenti al momento delle dichiarazione dei redditi. La quota ricevuta dalla Chiesa cattolica, viene ripartita in tre rami: il primo è la carità, poi viene il sostentamento dei sacerdoti, mentre il terzo ramo riguarda i beni culturali, i restauri, progetti pastorali come oratori o realizzazioni di utilità sociale.

Eppure nelle parrocchie di 8×1000 si parla raramente…

Proprio all’incontro del clero è emerso il disagio di alcuni sacerdoti a parlare alla gente di denaro. Il timore è quello di suscitare un rifiuto nelle persone. E questo anche se in realtà la scelta dell’8×1000 non comporta nessun costo aggiuntivo per il contribuente. Si può però uscire da questo equivoco se i sacerdoti assumono una prospettiva più ampia, spiegando che non si tratta di dare soldi a questo o quel prete, ma di sostenere tutta l’opera pastorale della Chiesa, che va dalle opere di carità alla manutenzione di un edificio o al restauro di un’opera d’arte. Va sfatato il mito che l’8×1000 sia per i preti. I sacerdoti non chiedono per sé, ma per tutta la Chiesa, cioè per gli altri. Nella ripartizione delle risorse, il sostentamento dei sacerdoti è la voce più piccola, ma è comunque necessaria. Pensiamo anche ai sacerdoti più anziani, che hanno speso la vita per la propria parrocchia: non possiamo abbandonarli. È necessario educare le persone e far cambiare la mentalità.

Bisogna dire che non solo i sacerdoti parlano poco dell’8×1000, ma c’è anche una certa ostilità “di piazza” per l’argomento

È vero, io penso che un problema sia nell’impressione di poca trasparenza che hanno in tanti. Un sentimento al quale vogliamo rispondere rendicontando l’uso dei fondi. L’altro aspetto sta nella non coerenza di alcuni sacerdoti, che ha portato la gente ad essere più diffidente. Bisogna però dire che la fiducia nella Chiesa e nell’8×1000 sono in aumento, forse proprio grazie alla maggiore trasparenza che si va imponendo.

Se dovessi indicare un’opera dell’8×1000 realizzata nella nostra diocesi?

Se teniamo da parte l’impegno straordinario che ha fatto seguito ai terremoti del 24 agosto e del 30 ottobre 2016, la prima opera che mi viene in mente è il centro pastorale San Michele Arcangelo di Contigliano. Posso dire che la chiesa di San Liberato riceverà il sostegno dell’8×1000 per rifare il tetto che è davvero malandato. Ma le opere realizzate sono tante: sia nel campo della conservazione degli edifici di culto, sia nel segno della carità. Sul sito www.8xmille.it c’è una mappa interattiva e in continuo aggiornamento dalla quale è facile ricavare gli interventi effettuati.

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