Su Facebook la funzione Article context fornirà informazioni aggiuntive alle notizie

Le nuove funzioni di Facebook, tra avvicinamenti al mondo dell’editoria e nuove leggi per contrastare l’odio in Rete.

Facebook ha dato il via ai test per la nuova funzione Article Context: è un pulsante che fornisce agli utenti informazioni aggiuntive su un articolo come l’editore, l’autore, l’argomento di cui l’articolo tratta, articoli correlati o di tendenza e anche come viene condiviso su Facebook stesso. Dopo l’annuncio, entro l’anno, delle notizie a pagamento sulla piattaforma insieme a 10 partner editoriali mondiali, anche in Italia, ecco un’altra iniziativa da parte del colosso dei social network che sembra deciso a modificare la sua natura cercando di essere sempre più vicino al mondo dell’editoria. “L’obiettivo – spiegano da Facebook – è di incoraggiare le persone a pensare criticamente alle notizie e a dare loro il contesto necessario per prendere decisioni consapevoli su quali storie leggere, di quali fidarsi e quali condividere. Questo lavoro riflette i feedback della comunità, editori inclusi, che hanno collaborato allo sviluppo delle funzionalità nell’ambito del Facebook Journalism Project”.

Durante il test, la piattaforma continuerà a raccogliere il riscontro dei lettori per capire quali tipi di informazioni sono più utili e scoprire nuovi modi per estendere la funzionalità. Così che tutto ciò che si apprenderà dalla fase test verrà poi applicato per migliorare l’esperienza che le persone hanno su Facebook, per incentivare la news literacy e per sostenere una comunità più informata. In maniera tale che anche le fake news possano essere combattute in maniera molto più organica ed efficace.

A questo proposito, è di pochi giorni fa l’approvazione della così detta “legge Facebook” da parte della Germania, un codice che costringerà i social network con più di due milioni di iscritti a cancellare contenuti diffamatori, pena multe salatissime che potranno raggiungere i 50 milioni di euro. I colossi del settore hanno tre mesi per adeguarsi: da gennaio del 2018 ogni post infamante dovrà essere rimosso.

Quella tedesca è la prima legge al mondo di questo tipo. Entro tre mesi i colossi americani della rete come Twitter, Facebook o YouTube dovranno dunque adeguarsi alle severe regole tedesche per cancellare tirate d’odio, pagine finte e offensive, minacce o le fake news da querela. La novità, rispetto alla prima versione arrivata in Parlamento, è che i social network si dovranno incaricare di cancellare anche tutte le copie della pagina o del post offensivi che circolino in Rete. Mentre i contenuti palesemente criminali dovranno essere cancellati entro 24 ore, per i casi meno chiari i social avranno una settimana di tempo.
Non era mai accaduto che un Paese europeo adottasse misure così risolute e radicali contro l’incitamento all’odio in rete. Si spera che diventi un modello funzionante e risolutivo anche per il resto del mondo.

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