Migranti

Diciotti, l’odissea continua: «A bordo minori torturati per oltre un anno»

«Mentre 150 persone rimangono sulla Diciotti, 27 minori soli sono sbarcati ieri a Catania. Nonostante il grande supporto della Guardia Costiera, molti sono fortemente deprivati, rimasti anche 3 anni nei centri libici, al buio per mesi, pure con segni di ferite da arma da fuoco» A scriverlo Giovanna Di Benedetto, portavoce di Save The Children Italia.

Sono sbarcati i 29 minori non accompagnati della nave Diciotti, ancorata da giorni nel porto di Catania. Ieri sera il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha rotto il silenzio e in diretta su Facebook ha dichiarato: «I bambini sbarcano, gli uomini giovani e palestrati no. L’Italia ha un cuore grande gli altri scelgano, l’Europa è grande. La via del futuro è quella australiana, in Europa non metti piede senza».

«Se qualcuno in Europa è sveglio lo dimostri, se dormono noi abbiamo già dato”, ha aggiunto. “Con il mio permesso non sbarca nessuno, solo i bambini. Se vogliono intervenire il presidente della Repubblica o il presidente del Consiglio lo facciano», ha attaccato il ministro dell’Interno. «Io difendo i confini e la sicurezza del paese. Saviano oggi mi ha definito un eversore e la procura ha aperto un fascicolo contro ignoti addirittura per sequestro di persona. Sono qua, non sono ignoto. Indagatemi e processatemi».

«Mentre 150 persone rimangono sulla Diciotti, 27 minori soli sono sbarcati ieri a Catania. Nonostante il grande supporto della Guardia Costiera, molti sono fortemente deprivati, rimasti anche 3 anni nei centri libici, al buio per mesi, pure con segni di ferite da arma da fuoco» A scriverlo in tweet Giovanna Di Benedetto, portavoce di Save The Children Italia.

A bordo della nave Diciotti c’erano minori «stanchi, esausti, confusi», reduci da «periodi di detenzione molto lunghi in Libia, superiori ad un anno, durante i quali hanno subito violenze fisiche e maltrattamenti».

È quanto emerge dalla video-testimonianza di Nathalie Leiba, psicologa dell’ong Medici Senza Frontiere, che ieri sera, a Catania, ha assistito alcuni dei 27 minori sbarcati dalla nave della Guardia Costiera.

I ragazzi, eritrei, «ci hanno raccontato le loro storie- dice Leiba- uno non riusciva a vedere bene, mi ha spiegato che è stato un anno detenuto al buio, subendo vessazioni, torture, mentre i libici lo costringevano a telefonare alla famiglia in cambio di denaro».

Un altro ragazzo «aveva dolore alla spalla e la mano ritratta”. Secondo il suo racconto, riportato dalla psicologa, “« trafficanti stavano litigando per chi avrebbe dovuto rapire il gruppo di cui faceva parte e gli hanno sparato, quando lui aveva 15 anni».

I minori «hanno espresso preoccupazione per i loro amici rimasti a bordo- conclude Leiba- sicuramente trattenere queste persone su una nave non aiuta il loro benessere psicologico».

«Ho promesso di difendere confini e sicurezza degli italiani, questo faccio da due mesi e questo continuerò a fare. 700.000 sbarcati coi governi di sinistra mi sembrano abbastanza. Vogliono processarmi o arrestarmi? Facciano pure, io non sono solo».  «I buonisti di sinistra che vogliono i ‘porti aperti’ a tutti, lo sanno che cinque milioni di italiani vivono in povertà? Prima gli italiani. Il resto si vedrà», sottolinea Salvini.

Ieri pomeriggio il segretario del Pd, Maurizio Martina, si è diretto nel porto di Catania per seguire da vicino la vicenda della nave Diciotti. «Siamo all’assurdo, è una situazione incredibile che dimostra la loro incapacità. La svolta europea che hanno predicato sui giornali non c’è perché la ricollocazione non c’è», ha dichiarato Martina ai microfoni di SkyTg24.

Ed è scontro con il presidente della Camera Roberto Fico che ieri su Twitter ha chiesto di far scendere tutti i migranti della Diciotti. «Fico tu fai il presidente della Camera, io faccio il ministro dell’Interno», la replica di Salvini.

In seguito al via libera per lo sbarco dei minori, Fico ha dichiarato: «Buona notizia che il governo abbia deciso di far scendere i minori dalla Diciotti. Per me far il presidente della Camera significa fare sì che lo Stato non rinneghi mai principi fondamentali e dignità umana. Sono stato eletto per questo, rinunciando allo stipendio da presidente».

E questa mattina il ministro dell’Interno a radio 102.5 ha parlato del rapporto con il M5s e dello scontro con Roberto Fico. «Con Luigi Di Maio sto lavorando molto bene, ho trovato una persona seria, coerente e rispettosa del programma di governo. Qualcun altro ha tanto tempo per parlare: penso al presidente della Camera che mi sembra che ogni tanto dica e faccia l’esatto contrario di quello che dicono e fanno altri esponenti del governo, sia della Lega che dei 5 Stelle», ha dichiarato.

«Vorrei vedere in faccia quelle madri e quei padri che mettono su gommoni mezzi sgonfi e su barche che rischiano di affondare i loro figli. Sono tutti immigranti illegali. Voi sapete che in Australia c’è il principio del ‘no way’, nessuno di coloro che vengono presi in mezzo al mare mette piede sul suolo australiano, a questo si dovrà arrivare».

«Ieri ho parlato con il presidente Conte, persona con la quale lavoro benissimo e con cui siamo in perfetta sintonia da due mesi e mezzo. Mi ha chiesto informazioni, gli ho dato tutte le informazioni del caso, gli ho detto che da Ministro e da padre stavamo già provvedendo di far scendere dei minori a bordo dell’imbarcazione ma gli ho ricordato dell’Europa, Io di fare il campo profughi per il resto di Europa sono stufo».

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