Arte sacra

Dal frammento all’unità: la Croce gloriosa di Chabarik per la chiesa del Terminillo

A margine della mostra “Identità musive”, la parrocchia del Terminillo ha accolto un’opera che il mosaicista siriano Mohamed Chabarik, autore assieme alla moglie italiana Laura Carraro delle opere in questi giorni in esposizione nei locali sottostanti il templum pacis di San Francesco

A margine della mostra “Identità musive”, la parrocchia del Terminillo ha accolto un’opera che il mosaicista siriano Mohamed Chabarik, autore assieme alla moglie italiana Laura Carraro delle opere in questi giorni in esposizione nei locali sottostanti il templum pacis di San Francesco, ha voluto lasciare come dono: il mosaico raffigurante una croce luminosa, appeso all’ingresso della mostra dopo che, il giorno della Trasfigurazione del Signore, festa della Fraternità monastica che prende da questo mistero la sua denominazione, era collocata in presbiterio durante la Messa solenne presieduta dal vescovo Domenico.

Così l’artista l’ha voluta descrivere: «Una delle più belle e accreditate spiegazioni del termine “mosaico” dice che esso è un insieme di entità, che prese singolarmente non hanno un preciso significato, ma lo acquisiscono solamente nella globalità. Ed è questa la metafora che sta alla base di quest’opera. Le tessere di base di questo mosaico sono di materiali poveri (marmi di colori neutri), il materiale che a mio avviso è il più adatto alla figura di Cristo, sempre vicino agli ultimi. Ma c’è anche una luce che viene da oltre la figura e si propaga tra le tessere (per la metafora gli esseri umani) attraverso il materiale più prezioso che ci sia: l’oro, non a caso in tessere molto piccole e ben distribuite. L’oro in questo caso rappresenta una ricchezza spirituale ed è posizionato tra le tessere, a simboleggiare la ricchezza del rapporto tra di esse. Uso questa trama e abbinamento di materiali in una serie di mie opere dal nome di partenza “Allegra texture”, declinata in varie forme, perché il suo gioco delicato di velature e luminosità invita l’anima alla riflessione e allo stesso tempo è una texture vitale, allegra e danzante».

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