Coronavirus

Coronavirus: i morti nel mondo sono oltre un milione

Il dato è stato raggiunto questa notte, mentre i positivi sono globalmente 33 milioni. Preoccupa la situazione in Spagna e in Francia

Con gli ultimi dati della scorsa notte sono ormai un milione le vittime di coronavirus. Secondo i dati forniti da France Presse e dalla John Hopkins University, i casi in tutto il pianeta sono 33 milioni. Il Paese più colpito sono gli Stati Uniti, con oltre 7 milioni di positivi e oltre duecentomila mila morti, seguito dall’India, dove i contagiati sono 6 milioni, Brasile, Messico e Regno Unito. Il rischio, ha ribadito nei giorni scorsi l’Organizzazione Mondiale della Sanità, è che senza un’azione collettiva a livello globale è che si arrivi molto probabilmente ai due milioni di decessi.

Francia a rischio lockdown

A preoccupare maggiormente è la situazione in Europa. In Francia, dove ieri i contagiati sono stati 11mila, circa un terzo dei focolai è stato registrato in scuole e università, con il governo che non esclude un nuovo possibile lockdown, dopo che da questa notte sono stati chiusi i locali pubblici a Marsiglia ed Aix-en-Provence. Numeri analoghi in Spagna, dove da stanotte sono in vigore nuove restrizioni in altri quartieri della capitale Madrid, centro dell’epidemia. A tutta la popolazione è stata raccomandato di evitare spostamenti inutili, mentre è scontro tra il governo centrale e le autorità cittadine che chiedono misure analoghe in tutto il Paese. Il numero totale dei positivi in Spagna è 716 mila dall’inizio della pandemia, il più alto in Europa.

Aumentano i contagi in Europa

“Il numero dei contagi sta riprendendo e la seconda ondata in alcuni Paesi è quasi la prima”, spiega a Vatican News Matteo Villa, ricercatore dell’Ispi, Istituto per gli studi di politica internazionale, che negli ultimi mesi ha analizzato le statistiche sui contagi in Italia e in Europa. “Ad esempio”, spiega, “la Romania non ha avuto praticamente nessuna prima ondata a marzo-aprile poi invece ha iniziato a registrare forti casi già da giugno e luglio. Invece addirittura in Spagna ad agosto i casi sono aumentati parecchio e parti di Madrid sono andate in lockdown. In Italia, in Francia, in Germania in realtà il numero di casi e di decessi è ancora abbastanza contenuto, In Francia però ci sono dei focolai molto forti e a Marsiglia e in altre piccole città nel nord della Francia si è deciso per lockdown controllati generando così parecchie polemiche”.

La situazione in Italia

In Germania il numero di positivi, infatti, è di circa un migliaio al giorno, con Angela Merkel che ha ribadito stamattina i timori per un’escalation che sarebbe difficile da controllare. In Italia preoccupa invece la situazione in Lazio e Campania. I contagiati nelle ultime 24 ore sono stati 1.700, numeri analoghi allo scorso maggio, anche se si tratta di tipologie di positivi diverse. Spiega ancora Villa: “I numeri cambiano molto. Intanto a marzo e aprile vedevamo soltanto una piccola porzione dei casi contagiati totali e più o meno vedevamo un caso su dieci o addirittura meno, in un momento di emergenza potevamo fare i test e i tamponi soltanto a una piccola parte delle persone, soprattutto i gravemente sintomatici. Adesso vediamo numeri assolutamente non paragonabili. Secondo le nostre stime oggi non è che perdiamo nove persone su dieci, ma ne perdiamo più o meno una su due o due su tre. Lo vediamo anche il numero di morti che è l’indicatore più importante del contagio. Se in Italia, siamo arrivati a sfiorare i 900 morti al giorno durante la fine di marzo. Oggi siamo attorno ai dieci o ai venti al giorno.”

Fine del coprifuoco a Melbourne

Nel resto del mondo peggiora la situazione in Russia, dove nelle ultime 24 ore sono stati registrati oltre ottomila casi, il dato più alto dal 16 giugno e a Mosca tutti gli over 65 sono stati invitati a restare a casa. In Corea del Sud 50 nuovi casi, il dato più basso negli ultimi due mesi, mentre a Melbourne, in Australia è stato tolto il coprifuoco notturno in vigore da due mesi grazie al calo dei contagi.

da Vatican News

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