Cultura

Capitale italiana della cultura 2022, Bari punta sul culto di san Nicola

È il culto nicolaiano il fulcro della candidatura della città di Bari a capitale italiana della cultura 2022, perché «abbiamo pensato che parlare di culto nicolaiano a Bari significasse parlare di luce, sacro, femminile, mare e di dialogo tra l’Oriente e l’Occidente»

È il culto nicolaiano il fulcro della candidatura della città di Bari a capitale italiana della cultura 2022 perché “abbiamo pensato che parlare di culto nicolaiano a Bari significasse parlare di luce, sacro, femminile, mare e di dialogo tra l’Oriente e l’Occidente più volte menzionato anche da papa Francesco in occasione della sua venuta Bari per due volte, nel 2019 nel 2020. Abbiamo scelto questo tema millenario, declinato nei sei archetipi, per raccontare tutto il resto”. Così alla Dire Ines Pierucci, assessora alle Culture del Comune di Bari, che attende il 18 gennaio data entro cui sarà proclamata la vincitrice tra le dieci città candidate.

“Abbiamo scelto il tema del culto nicolaiano – prosegue – perché ci rappresenta da sempre. Perché è un tema che è nell’identità culturale di tutte e tutti noi non soltanto a maggio e dicembre in occasione delle celebrazioni della traslazione e della morte di san Nicola”. Tra i sei archetipi spicca il femminile che è rappresentativo non soltanto della storia delle fanciulle salvate attraverso la dote da san Nicola, “ma anche per il protagonismo che le donne hanno ormai da sempre a Bari in tantissime manifestazioni culturali e nelle rappresentanze politiche”, specifica Pierucci ricordando che il percorso della città è iniziato “nel dicembre 2019 quando il sindaco Antonio Decaro ha siglato la candidatura a questo riconoscimento”.

“La città di Bari è protagonista dal punto di vista dei teatri”. Lo dichiara alla Dire Ines Pierucci, assessora alle Culture del Comune di Bari, in riferimento alla candidatura della città a capitale italiana della cultura 2022 ricordando che “il sindaco Decaro sin dalla scorsa consiliatura si è impegnato a ristrutturare e a restituire alla città l’ex teatro Margherita, che diventerà parte del polo dell’arte contemporanea assieme allo spazio Murat a al mercato del pesce, e poi abbiamo restituito alla città il teatro comunale Piccinni chiuso da 10 anni”. I due “insieme al Petruzzelli e al Kursaal Santa Lucia, di cui si stanno ultimando i lavori, consentiranno il ritorno del meglio dei teatri”.

A questi si aggiungono, prosegue, “l’ex caserma Rossani in via di ultimazione, la Manifattura tabacchi, l’ex Fibronit che vanno considerati non solo come luoghi che si riaprono e sono stati restituiti culturalmente alla città, ma come polmoni verdi, luoghi dove socialmente si può tornare a vivere a cambiare in meglio la qualità della vita delle persone. Perché – conclude Pierucci – la cultura incide in quello, sulla qualità della vita delle persone. Specialmente ora in tempi bui di paura e incertezza l’unica risposta è la cultura”.

da dire.it

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