Aleppo: una religiosa ad Acs, “siamo sotto le bombe, la gente soffre e muore”

“La situazione è complicata e giungono molte notizie spesso in contraddizione tra loro. L’unica verità che conosciamo è che la gente qui soffre e muore”. Sono parole di suor Anne-Françoise, religiosa francese delle suore carmelitane scalze di clausura ed apostoliche di Aleppo, riferite stamattina ad Aiuto alla Chiesa che soffre da Aleppo, in questi giorni teatro di duri scontri tra l’esercito governativo ed i ribelli. Il monastero delle religiose contemplative si trova nella città universitaria, in periferia, in un’area gravemente colpita dai combattimenti. “Quando l’esercito cerca di impedire all’opposizione e agli altri gruppi di entrare in città, i bombardamenti sono davvero vicini a noi. Grazie a Dio non ci hanno ancora colpite, ma sentiamo continuamente le bombe passare sopra la nostra testa”. Le monache carmelitane, quattro siriane e due francesi, hanno accolto alcune famiglie di rifugiati in uno stabile attiguo al loro Carmelo e ne sostengono altre con le poche risorse a disposizione.”Ormai qui ad Aleppo sono rimasti soltanto i più poveri. Tanti cristiani hanno abbandonato la città in questi anni di guerra. Siamo senz’acqua, senza elettricità e i combattimenti proseguono incessantemente. Chi può tornare in queste condizioni?”.

Anche le sei religiose hanno paura, tuttavia restano al fianco della popolazione.”Come possiamo abbandonare la gente che soffre? La nostra testimonianza è importante per loro. Noi traiamo forza e coraggio dalla preghiera, è questa la nostra arma. Le soluzioni diplomatiche non hanno funzionato, noi preghiamo il Signore affinché questa guerra si arresti”. Nel 2011 erano oltre 160mila i cristiani in città, informa Acs, mentre oggi ne rimangono appena 40mila. Dall’inizio del conflitto nel marzo 2011, Acs ha destinato alla Siria 13 milioni di euro, di cui 2.872.544 euro nei soli primi sei mesi del 2016. Ad Aleppo, oltre a sostenere le carmelitane scalze, Acs appoggia numerosi progetti umanitari in favore degli sfollati e delle famiglie cristiane rimaste in città, per donare acqua, viveri, energia elettrica ed assistenza medica. In questi giorni sta raccogliendo fondi per il progetto “Accendi una luce ad Aleppo”, per dare a 624 famiglie cristiane l’energia elettrica necessaria per sopravvivere

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