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Le Polizie Locali approfondiscono la riforma Cartabia

Le Polizie Locali della Sabina hanno seguito il Corso formativo "Le indagini preliminari dopo la riforma Cartabia" tenuto dal funzionario Alessandro Marchetti

Le Polizie Locali della Sabina sabato 15 aprile 2023 presso la sala convegni “Alcli Giorgio e Silvia” di Rieti hanno seguito il Corso formativo “Le indagini preliminari dopo la riforma Cartabia” organizzato gratuitamente dall’associazione ANASPOL-Polizie Locali, dal sindacato SULPL, dall’IPA International Police Association e tenuto dal Funzionario della Polizia Locale di Roma Alessandro Marchetti, in servizio presso la Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Roma.

«Il Poliziotto Locale oggi viene chiamato dalle Procure della Repubblica a svolgere attività di indagine delegata sulle più svariate materie, dai reati edilizi a quelli stradali ai codici rossi e questo ci obbliga a tenere una formazione sempre costante, con lo scopo di poter rendere un sempre qualificato servizio alla cittadinanza e alle autorità», ha dichiarato Francesco Puglielli, Segretario provinciale aggiunto SULPL Rieti.

«La riforma Cartabia ha modificato molti aspetti delle indagini preliminari – ha aggiunto Alessandro Marchetti, che è anche Presidente dell’ANASPOL  – anche dal punto di vista dell’attività investigativa, che deve offrire al Giudice una serie più complessa di elementi di prova contro o pro l’indagato. La perplessità nasce nella trasformazione della procedibilità da ufficio a querela di alcuni reati, a cui spesso si trovano ad intervenire anche le Polizie Locali come polizie di prossimità. Nei casi ad esempio di furto,  danneggiamento,  violenza privata,  violazione di domicilio, con la riforma, si dovrà attendere la denuncia della persona offesa per far scattare il reato, senza la quale il ladro o il violento, se ne tornerà a casa sua come se nulla fosse successo».

«Auspichiamo un veloce intervento del legislatore – ha concluso Marchetti – per tutelare i cittadini da questi reati predatori. Qualsiasi riforma non avrà successo se non si rinforzeranno  le risorse umane a disposizione della Giustizia, per garantire una maggiore certezza del diritto e della pena, è assurdo che un Pubblico Ministero si trovi a dover gestire centinaia se non migliaia di procedimenti penali l’anno».