I voti veri dei cittadini fantasma

Centrale idroelettrica

Un territorio che non sa e non vuole crescere.

La zona è quella del lago del Turano, ma potrebbe tranquillamente riferirsi alla intera valle.

Quella che, seguendo la via Turanense, parte da Collalto Sabino e arriva a Rocca Sinibalda, passando per Colle e Castel di Tora, Paganico ed Ascrea. Uno scenario ed un paesaggio a tratti affascinante, ricco di acqua, aria e risorse naturali.

Un territorio che potrebbe crescere, nel rispetto dell’ambiente e della natura, ma che muore per abbandono e mancanza di persone.

Da queste parti c’è uno strano fenomeno: le liste elettorali contano migliaia di persone residenti, che qui votano ed eleggono gli amministratori.

Ma se li conti, se conti le persone realmente presenti, stabilmente residenti, non arrivi a 20 su 100, e così da questi parti non c’è economia, e non c’è società.

Nonostante i dissennati tagli alla spesa pubblica di questi ultimi anni, da queste parti, la fonte principale di denari che girano sono ancora quelli della spesa pubblica, i nostri, insomma.

Perciò è incredibile quello che sto per raccontare.

Tra Paganico ed Ascrea, corre il fosso dell’Obito dove si incanala un torrente perenne, tanto è vero che questa è chiamata la “Piana delle Mole”, perché dal tempo dell’antica Roma si sfruttava l’energia dell’acqua per macinare il grano.

All’inizio del secolo il torrente degl’Iovetu (dell’Obito), attraverso una struttura di canali e refote ancora rintracciabili, alimentava (anche) una centrale idroelettrica da 100KW, la centrale Angelini.

Con il passare degli anni la centrale è entrata in disuso e passata all’Enel e la concessione per lo sfruttamento del torrente degl’Iovetu è passata di mano in mano, compravenduta tra privati, e nel 2014 scadrà.

Quella concessione non è rinnovabile e quindi una Associazione nata nel territorio, chiamata ProPagA, insieme al Consorzio della Bonifica di Rieti, mettendo a disposizione finanziamenti da parte di privati, ha chiesto ai Comuni di Paganico ed Ascrea di mettersi alla testa di questo progetto: ricostruire la centrale idroelettrica, reinvestire gli utili che questa opera renderebbe, che non sono pochi, (a spanne 150.000 euro annui per 20 anni), per finanziare ulteriori progetti di intervento nel territorio.

Ad oggi questi amministratori, eletti con i voti dei residenti fantasma, ad eccezione del Sindaco di Paganico Clemente Dominici, a fine mandato e con una generica dichiarazione di disponibilità, non hanno dato risposte.

La Associazione ProPagA ha diffidato la Provincia di Rieti ed i Sindaci in questione dal mantenere la concessione delle acque degl’Iovetu al privato che attualmente la detiene.

Staremo a vedere. Intanto CGIL, CISL e UIL di Rieti hanno chiesto agli amministratori di prendere in considerazione questa proposta.

I sindacati sanno del disperato bisogno di lavoro e di interventi a sostegno del lavoro, gli amministratori sembrano accontentarsi dei voti veri, dei cittadini fantasma.