Flipt / Psyché

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29 Giugno 2017 | dalle 21:00 | Fara in Sabina | Piazza del Duomo

Flipt / Psyché

Lo spettacolo – basato sull’omonima opera del poeta ungherese Sándor Weöres, pubblicata per la prima volta nel 1972 dal titolo “Psyché. Egy hajdani költőnő írásai” (Psyché. Scritti di una poetessa del passato) – è firmato dal regista Attila Vidnyánszky, direttore del Teatro Nazionale di Budapest. La pièce, consigliata a maggiorenni, è un’opera all’insegna dell’invenzione-finzione, un’esperienza letteraria che colma alla sua epoca un vuoto storico-letterario effettivo, una lacuna reale. La genialità di Weöres infatti risiede proprio in questo, nel creare una falsa ma meticolosa scrittura poetica, sotto tutti i punti di vista, per genere, forma, stile, registro, autorialità e ricezione.

Psyché, gitana e aristocratica, orfana a 10 anni e morta a 36 (per un incidente forse provocato dal marito geloso), è dotata per volontà fantastica di Weöres di furor esistenziale, erotismo trasgressivo e una visione insolitamente ravvicinata del mondo. Vive con sensibilità postilluministica, già preromatica, via via da bambina fra gitani e artigiani, da novizia clarissa a Regensburg, da ospite della sorella e del cognato (con cui ha una relazione), da fidanzata a Vienna ancora in convento (in attesa del matrimonio, che poi rimanda a causa del suo femminismo ante litteram che rinnega maternità, religione, morale, indottrinamento e opta per una provocatoria anarchia), da esiliata in campagna (per un parto clandestino e un infanticidio riparatore), da castellana con il marito (odiando il ”pacifico benessere”) infine da letteraria, ma anche da mecenate della politica, nella capitale ungherese che sta andando verso la rivoluzione liberale.