Anche a Rieti un Anno di misericordia

Domenica prossima da Sant’Agostino alla Cattedrale per la Porta giubilare.

Nel Grande Giubileo del Duemila la statio iniziale della celebrazione diocesana di apertura fu a San Domenico. La recuperata chiesa domenicana, appena riaperta e voluta quale “segno artistico” per Rieti dell’Anno Santo, accolse il rito di avvio della solenne liturgia con cui, il pomeriggio del Natale ’99, monsignor Lucarelli inaugurò l’“anno di grazia” che segnava i venti secoli della nascita di Cristo.

La processione partita da S. Domenico raggiunse allora il Duomo di S. Maria per soffermarsi sulla porta già aperta: il varcare il portone, nell’impostazione rituale del Giubileo di quindici anni fa, aveva la sua simbologia spirituale nel sottolineare l’ingresso in Gesù “porta di salvezza”. Ma stavolta, per questo Anno Santo straordinario voluto da papa Francesco, tale dimensione è ancora più marcata, tanto da rendere le porte di ogni Cattedrale del mondo una sorta di “ampliamento” delle Porte Sante propriamente dette, quelle che il Papa aprirà nelle quattro basiliche romane.
“Porta della misericordia” è la dicitura esatta che la Bolla Misericordiæ vultus assegna agli ingressi posti in evidenza in ciascuna Cattedrale, come pure in altri luoghi stabiliti dai vescovi nelle singole diocesi.

E il rito previsto dà una maggiore sottolineatura al momento in cui la processione che vi arriva si sofferma dinanzi a essa, tanto da stabilirne l’apertura. Domenica prossima toccherà dunque al successore di Lucarelli aprire la “porta della misericordia” che simboleggerà, per tutto l’Anno Santo straordinario, il passaggio nell’amore infinitamente misericordioso di Dio.

La celebrazione è fissata per domenica 13. L’appuntamento è alle ore 10 in S. Agostino: è la basilica già agostiniana di piazza Mazzini, infatti, il luogo scelto stavolta per il rito “stazionale” che costituisce il momento di avvio della liturgia. Di qui, dopo l’inno iniziale, la proclamazione del brano evangelico di Luca emblema del Giubileo della misericordia (la parabola della pecorella smarrita) e la lettura dell’inizio della Bolla, partirà la processione che raggiungerà la Cattedrale.

Aperta la porta centrale da monsignor Pompili, si entrerà per la Messa solenne, che si aprirà con l’aspersione con l’acqua lustrale e si concluderà col canto rivolto a Maria madre di misericordia. Il vescovo ha poi stabilito altre tre “porte di misericordia”: nel carcere reatino, nella parrocchia S. Barbara in Agro (il santuario che custodisce il Crocifisso miracoloso della beata Colomba) e nel santuario di Poggio Bustone (particolarmente legato al messaggio francescano del perdono), le cui aperture sono fissate rispettivamente per il 24 dicembre, 14 febbraio, 3 aprile.

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