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«Eventi naturali. Sì o no?». “Gocce di memoria” a Roma per guardare oltre il terremoto

È stata una giornata intensa ed all’insegna della solidarietà quella trascorsa domenica 12 novembre in pieno centro di Roma, nella basilica di Sant’Antonio al Laterano di via Merulana. Eventi naturali. Sì o no? il titolo dell’evento organizzato dal Comi, organizzazione non governativa che nasce nel 1973 dall’esperienza di un istituto missionario femminile da tempo presente in Africa e si occupa della promozione dello sviluppo  integrale dell’uomo nei paesi più poveri attraverso la promozione di una crescita autonoma e consapevole, nel rispetto delle culture e nello spirito di uno scambio paritario.

Nell’ottica dell’azione di sostegno verso le popolazioni che vivono situazioni svantaggiate, il Comi ha voluto non far calare l’attenzione sui territori del centro Italia devastati dal tragico terremoto del 24 agosto 2016.  Il pranzo solidale i cui proventi sono andati a supporto dei progetti di cooperazione internazionale è stato preparato con i prodotti provenienti da aziende della provincia reatina che hanno subito danni a causa del sisma: un aiuto congiunto quindi sia alle zone terremotate dell’Appennino che agli agricoltori colpiti dalla desertificazione della regione di Kaffrine, in Senegal.

Dopo il momento conviviale sono state illustrate le conseguenze che i cambiamenti climatici stanno avendo sul pianeta e conseguentemente sulle condizioni di vita delle persone, specialmente quelle che vivono nelle zone più povere e disagiate. Nel primo pomeriggio il pubblico si è spostato all’interno della maestosa basilica per una finestra sul post-terremoto dell’estate 2016, con un dibattito che ha visto la partecipazione del vescovo di Rieti Domenico Pompili e  Sabrina Vecchi, che per la Chiesa di Rieti ha curato la stesura del libro “Gocce di memoria – il terremoto del 24 agosto 2016 in 249 tracce biografiche”.

Gli interventi sono serviti a fare il punto sulla situazione attuale nelle zone colpite dal sisma, aprendo nuovi spunti di riflessione a partire da una tragedia che ha lasciato profonde ferite materiali ed emotive sull’intera provincia. Il vescovo Domenico ha spiegato come la Chiesa di Rieti non abbia mai mollato la presa circa gli aiuti, muovendosi immediatamente per sostenere le popolazioni colpite  attraverso l’azione fattiva ed immediata della Caritas Diocesana che ha rifocillato senza sosta corpi ed anime tramite l’invio di container, capi di vestiario, cibo e generi di prima e seconda necessità.

Il libricino “Gocce di memoria” è stato distribuito a tutti gli intervenuti, perché il ricordo delle vite spezzate sotto le macerie sia di continuo monito per tutti e funga da perpetuo ricordo verso coloro che ci hanno lasciato in maniera così tragica.

Alle 18 in basilica la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Pompili e poi i saluti partecipati a conclusione di una giornata carica di significato ed arricchimento reciproco. Commozione negli occhi di frate Alfredo Silvestri, gioiosa conoscenza del territorio reatino, che dopo otto anni trascorsi con profitto al santuario francescano di Greccio da quest’anno ha preso servizio in Sant’Antonio al Laterano e ha  collaborato con l’energia che lo contraddistingue alla realizzazione dell’evento.

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