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Come chiedere il rimborso dell’iva pagata nella tassa sui rifiuti per gli ultimi 10 anni

Ecco una buona notizia. D’ora in poi si potrà chiedere un rimborso di parte dei pagamenti della Tassa sui rifiuti. E il risparmio non sarà di poco conto.

La Corte di Cassazione, in linea con l’orientamento della comunità europea, ha infatti stabilito che la somma dovuta dai cittadini per la raccolta e lo smaltimento della spazzatura è una tassa e non una tariffa. Questa è una sentenza molto importante perché, se fosse una tariffa, sulle bollette si potrebbe applicare l’Iva,  ma questo diventa illegittimo se, come è, si tratta di una tassa.

La richiesta della restituzione dell’Iva si può presentare per gli ultimi 10 anni.

Già nel 1997, la Cassazione aveva chiarito che un tributo non può gravare su un altro tributo simile, a meno che non sia la legge a prevederlo.

L’Iva sulla tassa dei rifiuti è stata già dichiarata illegittima nel 2009 dalla Corte Costituzionale e confermata definitivamente dalla stessa nel 2012.
La  Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5078/2016 depositata il 16 marzo 2016, ha di fatto dichiarato l’illegittimità del valore aggiunto sulla tassa sui rifiuti.

Infine la  Corte di Cassazione, terza sezione civile, nell’ordinanza n. 5627/2017 originata da una richiesta di restituzione di importi a titolo IVA che gli utenti del servizio di smaltimento dei rifiuti urbani si erano visti indebitamente applicare dalla società responsabile sulle bollette emesse per la riscossione della relativa tariffa negli anni 2006-2009,  ha accolto la richiesta dei consumatori.

Per informazioni e per richiedere il rimborso contattare Unione Nazionale Consumatori Rieti: 334 9046844 www.consumatoririeti.itwww.consumatoriterni.it info@consumatoriterni.itinfo@consumatoririeti.it.

Avv. Mariastella  Diociaiuti

 

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