Comunità Laudato si’

Una lettura ragionata per un’azione concreta: on-line il video delle Comunità Laudato si’

Grazie all’impegno del coordinamento delle Comunità Laudato si’, scienziati, attivisti e voci del mondo della fede e della cultura si sono messi virtualmente insieme per tornare a ragionare partendo dal testo di papa Francesco

Il 24 maggio ricorrono i cinque anni dalla pubblicazione dell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco. Per celebrare l’anniversario, le Comunità Laudato si’ hanno proposto un evento on-line sul pensiero del pontefice, dal titolo Una lettura ragionata per un’azione concreta.

È stato un modo per riprendere il filo di un documento spesso citato, ma la cui recezione è tutt’altro che acquisita. Il rischio è di ridurlo ad un manifesto verde che chiede un assenso, mentre ciò che sta al cuore dell’ecologia integrale è una chiamata in causa delle persone. E non senza contestare il modello economico liberista, la cui crisi si trascina da più di un decennio, alimentando contraddizioni divenute particolarmente evidenti in tempo di pandemia. Basti pensare alla vicenda triste delle insufficienze dei reparti di terapia intensiva, che ha portato a dover scegliere tra chi intubare e chi no, in base all’età e allo stato di salute. Un’opzione disumana che ha mostrato cosa accade quando il rispetto alla persona è subordinato alle variabili economiche.

La Laudato si’ denuncia con chiarezza come l’essere umano e le cose abbiano cessato di darsi amichevolmente la mano, diventando dei contendenti. E come la ricerca del profitto si sia concentrata prima sullo sfruttamento dissennato delle risorse naturali e poi sulla stessa specie umana, ritenuta una variabile sacrificabile al tornaconto di alcuni.

Da cinque anni l’enciclica ci interroga su quale tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi. E prova a rispondere facendo leva sui «migliori frutti della ricerca scientifica oggi disponibile» (LS 15), per descrivere cosa sta accadendo alla casa comune. Perché occorre conoscere e riconoscere i problemi per decidere di intervenire.

Il primo sintomo inquietante è l’inquinamento: «La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia» (LS, 21). Quindi, ci sono i cambiamenti climatici dove l’impatto più pesante ricade sui più poveri (LS 23). Poi il problema dell’acqua, se è vero che intere popolazioni, specie bambini, si ammalano e muoiono per il consumo di acqua non potabile, mentre continua l’inquinamento delle falde acquifere, a causa degli scarichi di fabbriche e città. Ancora la perdita di biodiversità: «ogni anno scompaiono migliaia di specie vegetali e animali che non potremo più conoscere, che i nostri figli non potranno vedere, perse per sempre. La stragrande maggioranza si estingue per ragioni che hanno a che fare con qualche attività umana» (LS, 38). Ancora, il deterioramento della qualità della vita umana, specie nelle grandi metropoli, a causa delle emissioni tossiche, ma anche del caos urbano, dei problemi del trasporto e dell’inquinamento visivo e acustico (cfr LS 44). Il papa è netto: «Molte città sono grandi strutture inefficienti che consumano in eccesso acqua ed energia» (LS, 44). Infine, come effetto di tutto, sta l’inequità planetaria, giacché sono i più deboli, gli esclusi, a essere colpiti dal deterioramento dell’ambiente e della società (LS, 48). Insomma «il grido della terra è lo stesso grido dei poveri».

In cinque anni, va detto, le cose non sono rimaste immutate. Gli indicatori naturali sono addirittura peggiorati. La concentrazione di CO2 in atmosfera è aumentata; l’accordo di Parigi sul clima, firmato poco dopo la pubblicazione dell’enciclica è di fatto ignorato; la temperatura del pianeta continua a salire e gli oceani sono aumentati di livello alzandosi di 3 mm all’anno; l’Australia è stata devastata da incendi epocali e anche in Italia ci sono stati incendi, una tempesta ha devastato i boschi delle Dolomiti e Venezia ha sperimentato l’acqua alta con una frequenza e una misura del tutto inedita. Si muove però anche qualcosa di positivo, come il grande movimento globale dei giovani di Friday for Future, che ha offerto nuovo respiro al dibattito sull’ambiente, come è anche accaduto in modo diverso in occasione del sinodo sull’Amazzonia voluto da papa Francesco.

Tanti aspetti sui quali si è tornati con l’iniziativa delle Comunità Laudato si’. Dopo la première del 24 maggio, il video degli interventi resterà disponibile su YouTube e attraverso il portale ufficiale comunitalaudatosi.org.

A ragionare sui sei capitoli della Laudato si’ sono scienziati, attivisti e voci del mondo della fede e della cultura: il climatologo e divulgatore scientifico Luca Mercalli, il teologo Ermes Ronchi, il botanico e saggista Stefano Mancuso, il direttore della rivista «Aggiornamenti Sociali» Giacomo Costa; l’attivista di Friday for Future Sara Diena e la docente di Sociologia e antropologia dei media all’Università Cattolica di Milano Chiara Giaccardi.

Ad aprire e chiudere gli interventi, gli ideatori delle Comunità Laudato si’: Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, e il vescovo di Rieti, Domenico Pompili.

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