Tra la nota e lo scatto. A Rieti una “Primavera in Jazz” tra musica e foto

Se è banale dire che vedere un concerto è diverso da ascoltare un cd, meno scontato è il nostro rapporto con le fotografie della musica. Eppure si tratta di un mondo tutto da scoprire, anche e soprattutto per i fotografi (professionisti e non). Per affrontare e approfondire l’argomento fino al 5 maggio è possibile iscriversi ad un workshop fotografico sul tema “La musica nelle immagini”.

Tre giornate che si divideranno tra un incontro di teoria, uno di pratica e un ultimo occasione per revisionare gli scatti fatti. La pratica verrà svolta nell’ambito dei concerti della seconda edizione di “Primavera in Jazz”, che partirà il prossimo 6 maggio e che collabora attivamente con gli organizzatori del workshop. Per raccontarci di cosa si tratta abbiamo fatto una tripla intervista ai due fotografi curatori del workshop, Antonello Putignani e Itzel Cosentino e all’organizzatrice di “Primavera in Jazz” Danila Fenici.

Per cominciare, come è nata la passione per la fotografia jazz?

Antonello Putignani: mio padre suona jazz per cui è iniziato tutto dalla passione per la musica. Professionalmente ho cominciato da tutt’altro genere con le panda foto, le fotografie del per il WWF quindi orchidee e animali, passando per la street fotography che mi è stata utile per sapermi muovere e vivere la scena senza far danni, poi ho conosciuto un importante fotografo jazz e oggi collaboro con Jazzit, una delle riviste più importanti, e con In Jazz il cui primo numero uscirà a maggio.

Itzel Cosentino: Ho iniziato come fotoreporter qui a Rieti ma ho sempre fatto foto in musica alle prove del mio ragazzo, quindi l’amore per gli strumenti musicali e raccontare la musica attraverso le immagini ce l’ho sempre avuto. Da un anno grazie ad Antonello mi sono avvicinata al jazz.

A chi è rivolto il vostro workshop?

Antonello Putignani: ad un target medio, quindi non principianti. Ma non è nemmeno necessario essere esperti, basta saper usare la propria macchina fotografica.

Cosa caratterizza la fotografia della musica?

Antonello Putignani: Vogliamo far capire il sistema di lavoro dietro la fotografia jazz, bisogna sapersi muovere sopra e sotto un palco, saper stare a contatto con gli artisti senza infastidirli

Itzel Cosentino: L’obbiettivo è quello di dare una propria visione dell’evento, di riuscire a raccontarlo con un occhio diverso, ogni iscritto darà la propria interpretazione. Se metti 50 persone a fotografare la stessa cosa avrai 50 foto diverse, è divertente anche per questo

Quindi possiamo immaginare un “fotografo d’evento”, una figura che unisca l’aspetto giornalistico a quello artistico.

Itzel Cosentino: Spesso la foto giornalistica è più statica frontale che racconta tutto in uno scatto mentre quella artistica utilizza tagli particolari, anche strani a volte.

Parliamo degli strumenti. C’è un estetica fotografica degli strumenti musicali?

Antonello Putignani: Sì. Il contrabbasso e il basso sono gli strumenti più particolari. Ideali e facili da fotografare perché si riescono a prendere bene sia le chiavi che l’artista. La chitarra presenta maggiori difficoltà perché è ritmica ma la più complicata è la batteria essendo più veloce.

Itzel Cosentino: Ogni strumento ha un proprio modo di essere fotografato, durante il work shop daremo delle basi per fotografare le persone, come muoversi sul palco ma anche e i singoli strumenti.

Passiamo adesso al “Primavera in Jazz”, che fa parte del workshop e viceversa in una collaborazione che unisce musica e arti visive. Come vi siete incontrati?

Danila Fenici: Nella prima edizione ci siamo conosciuti e lì è iniziata la collaborazione e poi c’è una bella commistione di immagini e suoni. Inoltre stabilire una collaborazione a Rieti non è facile, questo la rende ancora più importante.

Facciamo un piccolo excursus dei concerti.

Danila Fenici: Per il primo appuntamento ci sarà un duo (6 maggio ore 21.30 Eleonora Bianchini voce, Enzo Pietropaoli contrabbasso, Auditorium dei Poveri in Via Garibaldi) con una musica molto intima ed essenziale. Il 13 invece si esibirà la cantante di Rieti Valentina rossi al Piccolo Teatro dei Condomini (Via di Mezzo, 184) poi un interessante duo di pianoforte e tastiera il 20 maggio (Key Tastin’ Duo di Massimo Fedeli e Riccardo Fassi) sempre al Piccolo Teatro dei Condomini. Il 23 nella stessa location un trio (tastiere batteria e contrabbasso) di ragazzi giovani, Lewis Saccocci, Dario Piccioni e Nicolò Di Caro che si ispirano al jazz del nord Europa. Per ultimo un progetto che stiamo seguendo dalla nascita la Rieti Jazz Orchestra, una big band diretta da Mario Corvini, 18 elementi tutti professionisti reatini che hanno iniziato a dicembre per cui quella del 4 giugno al Chiostro di Sant’Agostino sarà la loro prima esibizione. Il jazz è molto seguito a Rieti, devo dire che i musicisti che partecipano sono nomi importanti.

«Jazzisti di livello mondiale» conferma Antonello Putignani. «Molti musicisti importanti sono di Rieti ma spesso sono più conosciuti fuori dalla loro città. Comunque c’è una realtà importante». Conclude Danila Fenici.

È già in fase di preparazione una mostra fotografica frutto di questa collaborazione. Il resto dipenderà dall’entusiasmo e dalla riuscita del workshop. Comunque ai partecipanti sarà rilasciato un attestato di frequenza e multimedia finale. Tutto comunque nasce dalla musica, ascoltata e vissuta, come abbiamo visto. E tutto alla musica torna.

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