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Terminillo: una liturgia in onore di san Francesco

L’estate terminillese termina con una giornata dal sapore francescano, rinnovando il rito dell’offerta dell’olio che alimenta la lampada votiva

Quanto profonda, ricca, imperscrutabile la sapienza di Dio: e dovremmo forse imparare a contemplarla più che sforzarci di parlarne. Le parole di san Paolo della liturgia domenicale offrono a padre Mariano Pappalardo lo spunto per invitare a chiedere a Dio questa capacità: «piegare le ginocchia e chiudere la bocca». Affidandosi a lui con quello spirito di semplicità, di abbandono, di fedeltà a un Vangelo sine glossa che è stato magnificamente incarnato da san Francesco d’Assisi.

È dedicata particolarmente a lui, nella chiesa del Terminillo, questa liturgia di fine agosto. In genere l’ultima domenica, quest’anno leggermente anticipata la giornata che, al templumpacis dedicato al santo patrono d’Italia, conclude l’estate terminillese con una giornata dal sapore francescano, rinnovando il rito dell’offerta dell’olio che alimenta la lampada votiva che arde sull’urna contenente una sua reliquia.

Il parroco e superiore della Fraternità monastica della Trasfigurazione, che dal 1996 è custode del tempio che domina la Valle Santa reatina, invita a guardare a Francesco come colui che davvero ha saputo amare il Signore senza troppi giri mentali. Con don Luca, il diacono Pietro e padre Luigi (il francescano conventuale già parroco della stazione montana, il quale già la settimana prima era venuto per celebrare anche qui il suo cinquantesimo di sacerdozio), la Messa celebrata da padre Mariano ha al centro il momento in cui, nella cappella a lato del presbiterio dove si trova la reliquia del Poverello, viene riaccesa la lampada votiva, dando lettura dei nomi di tutti gli offerenti – persone di Rieti, di Roma, di Terni, ma anche di altre parti d’Italia e qualcuno pure dall’estero – che hanno voluto contribuire, in cambio di una preghiera assicurata dalla comunità monastica durante l’anno.

A portare la lampada con l’olio rinnovato, un rappresentante di quanti operano nella stazione turistica: il direttore dei circoli della Marina Militare, Francesco Celentano. Consegnata al sacerdote la lanterna, essa è stata riaccesa e ricollocata sull’urna con le reliquie del santo – come sempre omaggiata dalla scorta d’onore degli alpini della sezione romana dell’ANA – prima della preghiera pronunciata da Celentano a nome di parrocchiani, turisti e pellegrini che frequentano la bella chiesa che svetta sul monte.

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