«Spostare la Gioconda sarà possibile», svolta del ministro della cultura francese

Il Ministro della Cultura francese Françoise Nyssen, apre ad una vera e propria svolta sulla storia dell’arte: «perché ci si dovrebbe vietare ancora di spostare la Gioconda?»

Una dichiarazione che ha fatto il giro del mondo e prospetta ad un approccio di rottura sulla arcinota “staticità” del capolavoro leonardesco conservato in una teca di vetro a prova di bomba al Louvre di Parigi.

Un’apertura fino ad oggi reputata inconcepibile, non solo per le vicissitudini subite dalla Monnalisa, ma anche per la rigidità con cui viene trattato il dipinto, che non esce dalla galleria neppure per i controlli  sul suo stato a cui viene sottoposto periodicamente.

Ma oggi per la ministra prestare la Gioconda non è più un tabù. O almeno, presto potrebbe non esserlo più, perché questa possibilità potrebbe essere valutata e anche pianificata.

La svolta, rivoluzionaria se si pensa solo al business culturale e economico che muove prestiti illustri nel sistema delle mostre internazionali, è riportata dal quotidiano francese “Le Figaro”, dando conto di un incontro del ministro Nyssen, a cui era presente anche il presidente del Louvre, Jean-Luc Martinez.

«Non spostiamo certo il Louvre, perché ci si dovrebbe vietare di spostare la Gioconda?», si è chiesto il Ministro tra lo stupore generale.

Un’idea certamente ancora da valutare e confermare ma che proietta verso scenari enormi.

L’ultimo prestito della Gioconda risale al 1974, quando l’opera d’arte più famosa di tutti i tempi di Leonardo raggiunse il Giappone e fece scalo a Mosca per tornare a Parigi, dalla quale non uscì più.

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