Chiesa di Rieti

Ritrovarsi tutti insieme nei luoghi di Francesco

Un gruppo di giovani romani del Cammino Neocatecumenale ha vissuto un pellegrinaggio nei luoghi del francescanesimo “piccolo” e “autentico” che si respira nella Valle Santa

Dalle ampiezze metropolitane della Capitale ai sentieri silenziosi della valle reatina c’è un abisso. E ripercorrere i passi di san Francesco è stata un’ottima ricarica per il gruppo di giovani romani del Cammino Neocatecumenale che hanno vissuto un pellegrinaggio nei luoghi del francescanesimo “piccolo” e “autentico” che si respira nella Valle Santa.

Il gruppo faceva capo alla parrocchia dei Santi Martiri Canadesi, centro propulsore del Cammino a Roma e in Italia (“madre” anche per le Comunità neocatecumenali di Rieti), con aggregati giovani di altre parrocchie romane e i reatini che non hanno mancato di fare gli onori di casa, in testa don Francesco Salvi che ha seguito le giornate assieme al catechista Pierpaolo Marabitti, reatino che da anni vive a Roma e ai Martiri Canadesi svolge il suo servizio.

In un momento in cui le norme antivirus non permettono di svolgere grandi raduni e obbligano qualunque attività a sottostare a varie limitazioni, si è offerta ai partecipanti – erano circa 160 – l’opportunità di vivere queste giornate di ricarica spirituale mantenendo le misure precauzionali necessarie. Si è allestito così alla periferia di Rieti un campo base con tende singole, presso il campo sportivo di Quattrostrade: da qui ci si spostava ogni mattina, zaino in spalla e piedi pronti a seguire i percorsi del Cammino di Francesco diretti ai vari luoghi che custodiscono la memoria del Poverello, e qui si rientrava la sera per celebrare l’Eucaristia all’aperto.
Nel segno della riscoperta del messaggio francescano ogni giornata, a partire da quella di Greccio dove si è celebrato il sacramento della Penitenza, e poi l’escursione fino al Faggio di San Francesco sopra Rivodutri, la tappa al Sinai francescano di Fonte Colombo da cui si è tornati camminando a coppia, come i primi frati: due a due testimoniando Cristo alle persone lungo il cammino.

Sabato la mattinata alla Foresta, luogo che la tradizione vuole aver ispirato al santo il Cantico delle creature, riflettendo insieme al vescovo Domenico – che ha presieduto la preghiera delle Lodi – sulla responsabilità della custodia del creato, nell’ottica della Laudato si’ di papa Francesco e dell’ecologia integrale. A concludere la giornata, intensa preghiera al campo base con l’adorazione eucaristica notturna.

Domenica il momento conclusivo al santuario di Poggio Bustone, con la Messa festiva presieduta dall’arcivescovo Giovanni Pietro Dal Toso, segretario aggiunto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli e presidente delle Pontificie Opere Missionarie.

Al termine della celebrazione è avvenuta anche la “chiamata vocazionale”: due ragazze e due ragazzi si sono alzati per dichiarare il loro proposito di consacrarsi a Dio, avviando così il percorso di discernimento in vista del possibile ingresso in seminario o in monastero.

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