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Ritorna il Carnevale “ndreocanu” tra carri allegorici e lo storico rito dei dodici mesi

Nella suggestiva cornice della Valle del Velino, dove tradizioni popolari e cultura offrono ai visitatori sempre nuove occasioni di scoperta, sabato 23 Febbraio, sabato 2 Marzo e martedì 5 marzo ad Antrodoco si festeggia il carnevale.

Nella suggestiva cornice della Valle del Velino, dove tradizioni popolari e cultura offrono ai visitatori sempre nuove occasioni di scoperta, sabato 23 Febbraio, sabato 2 Marzo e martedì 5 marzo ad Antrodoco si festeggia il carnevale.

Un calendario ricco di appuntamenti che permetterà di trascorrere giornate felici e divertenti. Occasioni per ogni gusto: dolci tipici, carri allegorici e l’immancabile rappresentazione dei 12 mesi. Vi aspettiamo nel nostro bellissimo borgo nel cuore d’Italia.

Si partirà sabato 23 Febbraio con il classico veglione organizzato dalla Pro Loco di Antrodoco, per passare alla sfilata dei carri allegorici con il rito dei 12 Mesi nelle vie della cittadina ed arrivare al Martedì Grasso del 5 Marzo con la rappresentazione del Carnevale Morto, con cui si saluta il Carnevale 2019 e si entra nella Quaresima con la fine dei festeggiamenti.

Il carnevale antrodocano è un appuntamento tra storia, tradizione e contemporaneità.

La rappresentazione de “I Dodici Mesi” è un’antichissima tradizione locale che da sempre si svolge negli ultimi giorni di carnevale secondo uno schema abbastanza diffuso in tutto l’Abbruzzo. E’un rito propiziatorio che segna il passaggio dall’Inverno, con tutte le incognite che in un’economia contadina poteva un tempo rappresentare, alla Primavera con le sue promesse di rinascita e voglia di vivere. I dodici mesi sfilano su cavalli, muli e somari, preceduti dal padre, il Gran Vecchio. Nessuna figura della rappresentazione accenna movenze di danza, rivelando il carattere solenne che infondo la cerimonia intende avere.

Accanto a questo rito solenne, il carnevale ‘Ndreocanu affianca le antiche maschere della tradizione locale: “Rocchittu e mirellu”, ironico e provocatorio, amante delle belle ragazze e della danza, va per la strada con addosso un campano dicendo: “Quanno sòna lu campanellu, allora balla Rocchittu e Mirellu”; “Purginella” che indossa un copricapo a forma di gallo, simbolo di potenza sessuale. Al rito si aggiungono colorati e rumorosi carri allegorici.

 

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