Risorse Sabine, Turchi (Filcams Cgil): liquidazione paradossale

Risorse Sabine, sciopero. 9 luglio 2013. Foto di Massimo Renziq

A seguito dell’impegno assunto mercoledì 6 maggio (con le OO.SS. Cgil Cisl e Uil di categoria e con una delegazione di lavoratori di Risorse Sabine in margine al Consiglio Comunale) dal Sindaco di Rieti di farsi promotore (presso il Presidente della Provincia di Rieti, presso il Presidente della Regione Lazio, presso il Prefetto e presso le Rappresentanze Parlamentari), di una riunione che consenta di riprendere il confronto inopinatamente chiuso dalla Provincia nel momento in cui ha deciso la liquidazione di Risorse Sabine e di conseguenza il licenziamento dei 106 lavoratori, la Filcams Cgil di Rieti ribadisce l’urgenza di riaprire con urgenza il confronto per dare soluzione sia al problema occupazionale, sia al problema di dare continuità ai servizi sin qui svolti dai lavoratori di Risorse Sabine (gestione impianti sportivi, manutenzione strade Terminillo, manutenzione vie turistiche, pista ciclabile, segnaletica orizzontale ecc).

La Filcams Cgil di Rieti sottolinea l’urgenza (i licenziamenti sono già in corso) che le istituzioni e le forze politiche del territorio si uniscano per far si che questo territorio abbia nella regione Lazio il ruolo e i servizi che merita e non essere considerato una sorta di colonia di Roma capitale. Se, viceversa e come purtroppo dimostrato dalla vicenda della liquidazione di Risorse Sabine e dal licenziamento di 106 lavoratori, per la Regione Lazio, così fosse, cioè se Rieti fosse considerato alla stregua di una colonia avrebbe ragione chi da tempo guarda al futuro proprio e dei propri figli nelle regioni limitrofe, chi verso l’Umbria (vedere come sono gestite lì le vie turistiche e religiose), chi verso le Marche, chi verso l’Abruzzo e del Governo.

In attesa che l’intervento del Sindaco di Rieti sortisca l’effetto di riaprire immediatamente il confronto (ricordiamo che nelle riunioni presso l’assessorato del Lavoro della Regione Lazio le soluzioni e le risorse erano state trovate ed assicurate, salvo poi una clamorosa e improvvisa marcia indietro) sui tre punti cardine posti dalle OO.SS.: occupazione dei lavoratori, continuità dei servizi affidati ai lavoratori di Risorse Sabine, e conseguentemente del ruolo di Rieti nella Regione Lazio, la Filcams Cgil si augura che le Istituzioni interessate, in primis la Provincia, invertano la tendenza sin qui seguita secondo la quale i tagli (spending review) sono a senso unico, sempre sui più deboli, sempre sul lavoro e sempre sui servizi al cittadino, mai sugli sprechi e sui privilegi (che in Provincia non paiono mancare e che meriterebbero una qualche review).

E’ infatti paradossale che la provincia abbia messo in liquidazione Risorse sabine nonostante i lavori che le erano assegnati e che oggi, di conseguenza, nessuno più esegue (vedi lo stato delle strade delle vie turistiche della segnaletica, impianti sportivi ecc).

Tutto ciò oltretutto, e lo abbiamo formalmente comunicato a Provincia e Regione, esporrà questi due Enti a vertenze legali, qualora tali lavori (sin qui svolti da Risorse sabine) vengano affidati ad altri soggetti senza rispettare le tutele dalla legge previste nei confronti dei lavoratori che ivi operavano.

La Filcams Cgil di Rieti continua sulla vertenza Risorse Sabine a richiedere che le Istituzioni e le Rappresentanze politiche trovino modo unirsi ai lavoratori e alle rappresentanze sindacali nella ricerca di soluzioni che salvaguardino l’occupazione e gli interessi del territorio, uscendo dalla logica, fin qui prevalente, della divisione e della contrapposizione tra istituzioni e forze politiche nell’affrontare le crisi (da quelle del nucleo industriale come da quella di Risorse Sabine ed altre) che hanno segnato e segnano questo territorio.

Enrico Turchi, Filcams Cgil Rieti

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