Risorse Sabine, don Valerio Shango scrive alla Regione

Ogni giorno che passa è un giorno di angoscia per i 107 lavoratori di Risorse Sabine. Nell’incertezza della propria sorte, interrogano tutte le istituzioni locali per avere una speranza. Sono famiglie intere ad attendere la soluzione definitiva a questa vertenza. Da due mesi sono senza stipendio; ma le scadenze non aspettano, e le bollette bisogna pagarle.

Attendiamo risposte urgenti dalla Regione Lazio, capaci di rassicurare, di aprire un futuro di serenità, di mettersi a tutela della dignità di questi nostri fratelli.

È arrivata l’ora della “stabilizzazione” di queste persone. Non chiedono un’elemosina, ma di potersi guadagnare il pane.

E già prima lo stipendio di alcuni era troppo basso. Hanno sempre fatto ogni sacrificio per andare avanti. Non si può cancellare il servizio umile, ma prezioso, che rendono al territorio di questa provincia di Rieti.

Adesso tocca alle istituzioni l’ora del coraggio. La «politica è la forma la più alta di carità verso il prossimo», nella fattispecie verso i disoccupati, verso chi rischia di perdere il proprio lavoro, verso gli ultimi.

Ci auguriamo che dalla Regione Lazio arrivi forte la volontà politica per dare una svolta «definitiva, seria e sicura» ai Lavoratori di Risorse Sabine.

I lavoratori sono stanchi di attendere e di vivere di sole promesse.

Dio vi benedica.

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