Rieti città amica della bicicletta, ma non troppo

Rieti è una città per ciclisti? O c'è ancora molto da fare in questa direzione? La buona riuscita di Bicincittà, anno dopo anno, e il progressivo sviluppo delle piste ciclabili, lasciano ancora aperti molti margini di miglioramento.

È riuscita bene come sempre la consueta pedalata primaverile di Bicincittà, la manifestazione Uisp realizzata dall’Informagiovani del Comune di Rieti come momento di promozione di un modello di mobilità sostenibile.

Tanti i reatini hanno inforcato la “due ruote” per attraversare la città sotto il piacevole sole di maggio. Tanti soprattutto i bambini, che ben protetti dal serpentone guidato da un’auto della Polizia Municipale, hanno finalmente potuto pedalare in sicurezza tra le strade di Rieti.

Ma forse sta proprio qui il limite della manifestazione. Perché nel procedere sotto la tutela dei vigili urbani, il ciclista pare quasi una specie protetta. Pur essendo un piacevole momento di condivisione, la sgambata di Bicincittà resta infatti lontana dall’essere una vera festa di liberazione della bicicletta.

L’evento riesce piuttosto come una denuncia dei limiti incontrati dai ciclisti. Tanto, infatti, occorre ancora fare in città affinché la percezione della bicicletta passi dalla dimensione del tempo libero e dello svago a quella dei mezzi di trasporto.

Come intervenire, allora, affinché la manifestazione non sia la celebrazione della sconfitta, ma della vittoria della bici? La questione può sembrare oziosa, ma riguarda tutti, perché la bicicletta, con il suo andamento pacifico, è il simbolo stesso di una città dal ritmo umano e amica dell’ambiente.

Un’idea potrebbe essere quella di moltiplicarne la frequenza: una sola giornata l’anno pare davvero troppo poco come azione promozionale.

E poi, perché fare l’evento la domenica mattina, quando le strade vivono una ridotta intensità di automobili? Se la scommessa da vincere è quella della normalità, iniziative come Bicincittà andrebbero sperimentate nei giorni feriali, con il traffico ordinario.

Se lo scopo è quello di diffondere la cultura delle due ruote, occorre infatti coinvolgere gli automobilisti insieme ai ciclisti. E dopo un po’ di rodaggio, di educazione alla convivenza, ci sarebbe da trovare il coraggio sufficiente a disimpegnare la Municipale dall’iniziativa.

Perché, per riuscire fino in fondo, Bicincittà dovrebbe lavorare alla propria estinzione, sostituendo all’organizzazione verticale la promozione di un movimento più autonomo.

Come accade nelle Critical Mass: un rito che si tiene in tantissime città del mondo l’ultimo venerdì del mese e che vede i ciclisti in massa scendere spontaneamente a percorrere le strade delle loro città.

Un modo per ricordare che le strade non possono soltanto servire a far circolare ed ammassare le automobili, e che anzi occorre puntare l’attenzione su quanto i mezzi a motore contribuiscano a deteriorare la qualità della vita nelle città.

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