Chiesa di Rieti

Quella luce spirituale che illumina la mente

L’intelletto è quella luce spirituale che illumina la mente per l’intelligenza del mistero stesso di Gesù: è il dono dell’essere contro l’apparire, la capacità di conoscere se stessi senza mascherarsi, valorizzando le proprie doti e superando i propri difetti e limiti

Dopo il rosario di venerdì sera, il vescovo Domenico si è soffermato sul secondo dei sette doni dello Spirito Santo: l’intelletto.

«Il dono dell’intelletto va svestito di tutto ciò che sa di libresco perché ha a che fare con la capacità di “leggere dentro”, intus-legere, alla realtà. Non si tratta di fermarsi alla superficie, ma di puntare al profondo dell’essere, alla verità delle cose; non ci si ferma più alla punta dell’iceberg, ma si conosce l’esatta dimensione della vita».

«Si capisce così che non basta sapere sempre più cose, se si smarrisce il senso. Oggi l’intelletto è un dono particolarmente necessario perché si infittisce la schiera di “specialisti senza spirito”, cioè di gente assuefatta allo sguardo analitico, che scompone la realtà in mille pezzi, dividendo, separando, precisando, ma alla fine mancando la cosa. Come ammoniva Marshall McLuhan: Lo specialista è colui che non fa mai piccoli sbagli mentre avanza verso un grande errore!»

«L’intelletto è, grazie a Dio, quella luce spirituale che illumina la mente per l’intelligenza del mistero stesso di Gesù. È il Maestro stesso che ce lo promette: Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera. E così facendo ci aiuta a capire l’amoroso disegno di Dio sull’uomo, sul creato, a capire ed interpretare gli avvenimenti presenti e futuri».

«Ci dice: apri gli occhi, sii ‘intelligente’; non tutto ciò che luccica è oro. La bellezza conta, ma non più di tanto. È l’intelletto il dono dell’essere contro l’apparire. E, ancora, la capacità di conoscere se stessi, senza mascherarsi, valorizzando le proprie doti e superando i propri difetti e limiti. È l’intelletto saper riconoscere, capire fino in fondo il prossimo: ciò che gli altri dicono e ciò che non dicono. Infine, è l’intelletto comprendere la Parola per gustarla e ricavarne nutrimento per la vita».

Santa Maria, donna del piano superiore, facci contemplare dagli stessi tuoi davanzali i misteriosi gaudiosi, luminosi, dolorosi, e gloriosi della vita: la gioia, la vittoria, la salute, la malattia, il dolore, la morte. Affacciati lassù alla tua stessa finestra, ci coglierà più facilmente il vento fresco dello Spirito…E affretteremo così, come facesti tu, la Pentecoste sul mondo. Don Tonino Bello.

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