Pregare, conoscere e amare: un viaggio nei salmi

Con una lezione introduttiva di padre Ezio Casella - direttore dell’Ufficio Liturgico della diocesi di Rieti - ha preso il via l’iniziativa de “La compagnia dei furfanti”, gruppo di giovanissimi dell’Azione Cattolica della parrocchia di Vazia che intende intraprendere la lettura e registrazione integrale dei Salmi.

È partito con una lezione introduttiva il progetto che vede la “Compagnia dei furfanti”, gruppo di giovanissimi dell’Azione Cattolica della parrocchia di Vazia, intenzionata a intraprendere la lettura e registrazione integrale dei Salmi. Una bella iniziativa allargata anche a lettori di altre provenienze che intende rimettere al centro della riflessione la Parola: da leggere, da meditare, da imparare.
E per fare qualche passo iniziale nel complesso terreno costituito dai 150 componimenti che costituiscono il corpo del Salterio, è stato chiamato il direttore dell’Ufficio Liturgico diocesano, padre Ezio Casella, che ha spiegato la natura “unica” del libro all’interno della Bibbia, «perché i salmi contengono la parola del Signore rivolta a noi e nello stesso tempo la nostra parola rivolta al Signore».

Un dialogo diventato canonico, una traccia per ogni vero dialogo: i 150 salmi del Salterio costituiscono il Libro delle lodi e «sono come 150 mattoni per la costruzione della preghiera del popolo di Israele e della nostra preghiera». Scritti nel corso di un millennio, dal 1200 a.C. al 200 a.C., richiedono uno studio attento per essere compresi: il loro, infatti, è un linguaggio difficile, lontano dalla nostra epoca e dalla nostra cultura.

È stato dunque opportuno inziare cogliendo la struttura generale le libro. Suddiviso in cinque parti, come il Pentateuco, il Salterio «è una Torah della preghiera, un insegnamento su come pregare». Ogni parte termina con una benedizione o dossologia. Inoltre ci sono un prologo e un epilogo.

Il lungo periodo di composizione ha dato vita a una notevole varietà di forme poetiche, ma senza far venir meno alcuni nuclei tematici. Ad esempio, padre Ezio ha indicato «una presenza del corpo straordinaria». Non si dice «Io guardo il Signore», ma «i miei occhi sono rivolti al Signore», «le mie orecchie sono tese al Signore». E attraverso i sensi entra la creazione: «I fiumi battano le mani, esultino insieme le montagne» (Sal 98,8). Rispetto allo scopo, la preghiera dei Salmi vede alternare la supplica e la lode: in linea generale, «nei primi due libri prevale la supplica e poi, man mano, subentra la lode». Ma la divisione non è netta, e non mancano canti che affrontano entrambi gli aspetti. Avvicinarsi a questi testi vuol dire «passare dall’ascolto alla conoscenza, alla comunione e all’amore». Non a caso, i Salmi sono sempre stati tenuti in gran conto dalla tradizione cristiana: «Gesù è la Via per andare al Padre, per conoscere il suo volto, ma già nell’Antico Testamento e nei salmi è possibile riconoscere il volto di Dio, anche se quel volto è stato definitivamente rivelato da Gesù Cristo». E poi ci sono i salmi “messianici”, tra cui il 110, il più citato nel Nuovo Testamento, che forniscono il linguaggio adatto per parlare di Gesù Cristo.

Conclusa la breve introduzione, padre Ezio ha voluto soffermarsi su un piccolo gruppo di Salmi: quelli del prologo e quelli dell’epilogo.

Il libro si apre con l’espressione Ashrè ish, che dà l’idea di coraggio, andare avanti verso la felicità. I primi due salmi affrontano il tema delle due vie: quella del giusto e quella dell’empio (e ci sono 147 vocaboli per esprimere il malvagio). «Siamo noi, a partire dalle nostre scelte, che andiamo verso la vita o verso la morte. Non esiste il destino come un castigo di Dio che piove sulla nostra testa. Esistono invece la libertà dell’uomo e la sua responsabilità. Siamo noi che ci prepariamo la vita o la morte a partire dalle nostre scelte. Dio non ha bisogno di castigare; sono le nostre scelte che ci procurano morte o vita».

I Salmi da 147 a 150 sono quelli del Laudate da cui il nome delle lodi mattutine. L’ultima parola è: ogni respiro dia lode al Signore. Tra questi due estremi ci sono i 150 salmi che la “Compagnia dei furfanti” vuole registrare in un Cd perché ascoltando quelle parole impariamo a pregare, conoscere e amare il nostro Dio che ci ha creati. I salmi – ha detto con semplicità padre Ezio – sono «una scuola di preghiera che ci fa passare da una preghiera che riguarda le nostre necessità, fino alla preghiera di lode, che è la preghiera cristiana». Perché, allora, non prenotarsi presso il parroco don Zdeneck o il responsabile del gruppo Marco Colantoni, per registrare anche noi un Salmo?

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