Perché la caduta della sonda Schiaparelli non è un fallimento

Mercoledì 19 ottobre il lander Schiaparelli, della missione spaziale europea Exo Mars, è caduto sul suolo marziano, passando da 21000 km/h a 0 in meno di sei minuti. Negli ultimi 50 secondi di questo rocambolesco viaggio il segnale dalla sonda è saltato, i retrorazzi, che dovevano farlo rallentare per mezzo minuto, si sono spenti dopo appena tre secondi. Lo schianto è stato inevitabile.

Ma questo ‘ammartaggio’ mancato non è stato un completo fallimento. A dirlo per primi sono stati ovviamente i vertici delle agenzie spaziali europea e italiana. Quest’ultima in particolare è la principale finanziatrice del progetto e ospitava sul lander importanti strumentazioni scientifiche. Il rammarico per le opportunità andate perdute è grande, ma non bisogna credere che tutto si risolva nell’ennesimo mucchietto di spazzatura marziana.

Come ricordato anche da Roberto Battiston, direttore del ASI, adesso l’Europa ha un satellite che orbita intorno a Marte. La gran parte degli obbiettivi scientifici di Exo Mars è infatti affidata al satellite TGO (Trace Gas Orbiter), che ha compiuto con successo una difficile manovra di stabilizzazione dell’orbita intorno al pianeta rosso. Oltretutto a bordo di TGO c’è uno strumento guidato congiuntamente da Svizzera e Italia che realizzerà mappe tridimensionali del suolo marziano.

Per quanto riguarda Schiaparelli, non dobbiamo pensare la sua caduta come lo schianto di un aereo. Ogni atterraggio su un altro corpo celeste è un esperimento a sé, non certo una manovra di routine. Inoltre tutto è stato programmato sulla terra, ancor prima della partenza della missione. Non è affatto facile considerare tutti i possibili imprevisti che possono capitare a milioni di kilometri di distanza. Infine dagli ultimi dati provenienti dalla sonda si ricaveranno preziose lezioni per i programmi futuri.

Programmi che prevedono di portare un rover (robot in grado di spostarsi) su Marte nel 2020, con a bordo una trivella (italiana) che cercherà tracce di vita al disotto della superficie. Siamo solo all’inizio di una grande avventura, ma anche l’apparente insuccesso di Schiaparelli non pregiudica i risultati scientifici e tecnologici frutto del lavoro di centinaia di scienziati e aziende. L’Europa dello spazio gioca adesso un ruolo fondamentale nell’epica storia di esplorazione del pianeta rosso.

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