Nuovo centro Caritas di Amatrice. Dall’emergenza alla ricostruzione

Lo scorso giovedì ha preso il via l’attività del nuovo Centro Caritas di Amatrice. L’inaugurazione è avvenuta nella tarda serata alla presenza del vescovo Domenico, del direttore della Caritas don Fabrizio, del parroco don Savino e dei religiosi impegnati sul territorio terremotato

Il bigliardino, le panche e le sedie le aveva custodite don Savino D’Amelio all’interno della tenda che nei primi giorni dopo il terremoto era servita per celebrare la messa. Oggi si trovano all’esterno del nuovo Centro Caritas di Amatrice: un piccolo complesso di prefabbricati realizzato seguendo l’evoluzione della realtà dell’area più duramente colpita dal sisma del 24 agosto.Lo spazio è sempre quello del complesso “Don Minozzi”, dietro la grande chiesa dedicata a Santa Maria Assunta.

L’allestimento esterno non è casuale, visto che è in programma l’avvio di un’attività estiva che punta ad attrarre i bambini del territorio circostante. Un esperimento che si aggiunge ai tanti interventi effettuati nella zona dalla Chiesa di Rieti, partiti nella fase iniziale dell’emergenza con la fornitura di generi di prima necessità e il coordinamento degli aiuti. Poi, per quanto riguarda il lavoro della Caritas, l’azione ha preso la forma di un primo centro di ascolto “da campo”, pensato per dare aiuti materiali, ma anche per consolare e consolidare il senso della comunità. Un segno di accoglienza che già nella “tenda-emporio” girava attorno alla macchinetta del caffé, supportata da qualche dolce: oggi il nuovo centro della Caritas è ben strutturato e comprende una stanza concepita allo scopo, separata dagli spazi del centro di ascolto vero e proprio e da quelli per la distribuzione degli aiuti, che del resto, con la progressiva assegnazione delle unità abitative provvisorie, sono stati rimodulati.

Si è infatti fatta avanti l’esigenza di mettere in piedi, oltre al centro di ascolto, un vero spazio di aggregazione, che si affianca nella funzione alla sala polifunzionale del Centro di Comunità Sant’Agostino.

«La cosa che conta di più è quella di restare accanto alle persone», spiega don Fabrizio Borrello, direttore della Caritas diocesana. E da questo punto di vista l’azione della Caritas non conosce soste, grazie agli operatori diocesani, che ormai conoscono il territorio palmo a palmo e le persone una ad una, ma anche grazie all’aiuto dei volontari arrivati ad Amatrice attraverso i gemellaggi con le Caritas delle altre diocesi italiane. Una rete di ascolto che include anche i frati francescani che il vescovo Domenico ha chiamato sul territorio per rispondere all’immediato bisogno pastorale, ma soprattutto per stare vicini alla gente, come testimonianza di fraternità. Al Centro Caritas di Amatrice ce n’è sempre uno: perché il terremoto, oltre a buttare giù le case e le chiese, sfalda i legami, ferisce le relazioni, sfilaccia le comunità. E di conseguenza, prima che dagli edifici, la ricostruzione deve partire dalle persone. Senza di loro non serve tirare su i muri e poggiare tetti.

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