Comunità Laudato si'

Mons Pompili: «le parrocchie si mobilitino per tradurre in gesti concreti la Laudato si’»

Mons Pompili ha presentato nei pressi di Bergamo le Comunità Laudato si’ e rilanciato la campagna nazionale «Un albero in più», in occasione dell’ultima tappa del primo road show del movimento ispirato dall’enciclica di papa Francesco

«Il mio auspico è che le parrocchie si mobilitino per tradurre in gesti concreti il messaggio di papa Francesco sull’ecologia integrale. Non serve dare vita a nulla di troppo strutturato. Bisogna partire dal basso. Ma occorre farlo presto, perché il cambiamento climatico non attende.». Lo ha detto il vescovo di Rieti, mons. Domenico Pompili, nell’abbazia benedettina di San Paolo d’Argon, nei pressi di Bergamo, presentando le Comunità Laudato si’, nell’ultima tappa del primo road show del movimento ispirato dall’enciclica ambientalista di papa Francesco.

«Come la Rerum Novarum, anche la Laudato si’ di papa Francesco è stata accolta con un certo scetticismo per una sua presunta orizzontalità. Non è affatto così. Oggi che la Chiesa si pronunci sulla tutela del creato ha la stessa forza profetica, che aveva alla fine del ‘800 quando prese posizione sulle questioni sociali», ha sottolineato il vescovo di Rieti, nominato dal papa Francesco tra i padri sinodali nella prossima assemblea sull’Amazzonia.

Proprio per dare avvio alla mobilitazione, mons. Pompili, anche nella tappa bergamasca del tour lombardo, ha rilanciato l’appello per la campagna sulla riforestazione: un albero per ogni abitante

«Si tratta di un gesto simbolico, ma anche molto concerto che consente ad ognuno, singolo, comunità, parrocchia di dare il proprio contributo per affrontare la crisi climatica», ha osservato il vescovo di Rieti.

L’idea già accolta dalla Caritas Ambrosiana, che ha organizzato a Milano la prima tappa del tour lombardo, è stata ripresa anche della Caritas Bergamasca.

«Come a Milano anche noi siamo pronti ad aderire alla campagna per la riforestazione e a verificare la disponibilità della parrocchie a mettere a disposizione aree per la piantumazione», ha detto il direttore della Caritas Bergamasca, don Roberto Trussardi.

«Mettere a dimora alberi nelle aree di pertinenza delle parrocchie è un gesto semplice, simbolico, ma anche molto concreto, che ci viene suggerito da una Chiesa che abbiamo aiutato durante un momento difficile e traumatico come è stato quello del terremoto e che ora ci regala questa intuizione in uno scambio reciproco che interpreta perfettamente lo spirito del gemellaggio», ha so.ttolineato Luciano Gualzetti, delegato regionale della Caritas della Lombardia e direttore di Caritas Ambrosiana.

Nel corso della serata, che aveva per titolo “Semi di ricostruzione”, si è fatto anche il punto sugli interventi post terremoto. «C’è stata una grande mobilitazione dei privati. Purtroppo questa grande generosità e disponibilità si è scontrata con la burocrazia, il rimpallo delle responsabilità da parre degli organi istituzionali, tant’è che mi sono permesso di inviare al premier Giuseppe Conte la stessa identica lettera che gli avevo inviato 14 mesi fa, sbanchettando solo la data: una piccola provocazione con cui ho voluto sottolineare il nostro disagio e richiamare le istituzioni alle proprie responsabilità», ha spiegato mons. Pompili ai direttori delle Caritas Lombarde, che da parte loro, hanno rinnovato l’impegno a sostenere i progetti già approvati: la ristrutturazione di un monastero e di un centro anziani all’interno della Casa Futuro che sorgerà ad Amatrice e diventerà la sede del Centro Studi Comunità Laudato si’.

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