Mons. Pompili: «Il tramonto di Dio coincide con quello dell’uomo»

«Passare tra goccia e goccia sotto il temporale senza bagnarsi». Sono parole di don Giovanni Bosco riprese da mons. Domenico Pompili il 3 ottobre nella basilica romana del Sacro Cuore di Gesù, in occasione dell’ordinazione di presbiterale di don Paolo Paulucci, salesiano e nativo di Antrodoco. Seguendo il filo delle Letture, il vescovo ha spiegato che «il temporale sotto cui rischiamo tutti di rimanere affogati è quello di una condizione sociale e culturale non molto dissimile da quella evocata dal profeta Isaia (Is 61,1-3). Si parla di miseri, di cuori spezzati, di schiavi, di prigionieri».

«A dispetto della ricchezza che è cresciuta in misura assoluta non è diminuita la diseguaglianza anche nei nostri Paesi europei. Si moltiplicano le situazioni di sofferenza umana e di infelicità tra le persone. Perfino gli schiavi non sono scomparsi, sia pure travestiti dentro sofisticati processi che occultano lo sfruttamento e la tratta delle persone. Per non parlare dei prigionieri che sono tutti quelli che hanno smarrito la libertà e si sono costretti dentro vite anguste e impossibili» ha aggiunto don Domenico, che al nuovo sacerdote ha raccomandato di «avvicinare tutte queste situazioni» senza lasciarsi sopraffare, ma non senza coinvolgersi.

«Il prete deve star dentro e non può limitarsi a stare a debita distanza. Deve poter entrare da vicino se vuoi capire ed aiutare» ha esortato il vescovo. «Di qui l’abilità richiesta di “passare tra goccia e goccia” cioè di tornare ad incrociare ognuna di queste condizioni cui portare il lieto annuncio. Solo così Dio potrà rivendicare la causa dell’uomo che è quello che più gli sta a cuore».

«È paradossale che il tramonto di Dio abbia coinciso con quello dell’uomo e quello dell’uomo con quello del prossimo. Siamo dentro una china scivolosa che ci porta a non sentire l’altro, a non percepire la voce degli afflitti. Essere preti – ha ricordato il vescovo a don Paolo – vuol dire condividere la fatica di essere uomini e donne, ma non stando alla finestra ma scendendo per strada, condividendo il giorno e la notte, nella consapevolezza che “separarsi per non sporcarsi con gli altri, è la sporcizia più grande” (L. Tolstoi), come ha ricordato papa Francesco».

Foto di Pasquale Chiuppi. Clicca qui per la galleria fotografica.

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