Chiesa di Rieti

Madonna del Passo celebra san Giovanni Battista

Festa ieri pomeriggio a Madonna del Passo per la solennità della Natività di san Giovanni Battista. Nel piazzale antistante la storica chiesa parrocchiale si è svolta la ricorrenza del santo venerato originariamente a Lugnano

Festa ieri pomeriggio a Madonna del Passo per la solennità della Natività di san Giovanni Battista. Nel piazzale antistante la storica chiesa parrocchiale (attualmente chiusa per il terremoto) si è svolta la ricorrenza del santo venerato originariamente a Lugnano, poi a Vazia in seguito all’intitolazione della cappella cimiteriale.

La festa liturgica della Natività di San Giovanni ha avuto sempre un grande riscontro in tutta la realtà parrocchiale di Santa Maria delle Grazie, e pur con le limitazioni dovute all’emergenza sanitaria, anche quest’anno la comunità ha trovato il modo per vivere insieme i festeggiamenti, anche grazie al canale YouTube, dove sono state caricate le tre meditazioni su san Giovanni e la Liturgia, san Giovanni e la Carità e san Giovanni e la Catechesi eseguite rispettivamente da padre Ezio Casella (Direttore Ufficio Liturgico Diocesano), don Fabrizio Borrello (Direttore Caritas Diocesana) e padre Mariano Pappalardo (Direttore Uff. Evangelizzazione e Catechesi Diocesana).

In un’atmosfera molto contemplativa una notevole presenza dei fedeli ha vissuto la santa liturgia della solennità presieduta dalla guida della diocesi monsignor Domenico Pompili, in concelebrazione con il parroco don Zdenek Kopriva, con padre Luigi Faraglia nativo di Lisciano e con il diacono Arnaldo Proietti.

Nell’omelia il vescovo ha voluto indicare che il filo conduttore dell’esistenza del cugino di Gesù era la preghiera, come anche l’adorazione mensile che per un’intera giornata accompagna la vita della parrocchia di Vazia.

«Giovanni Battista inizia la sua predicazione sotto l’imperatore Tiberio – ha detto monsignor Pompili – e il suo invito rivolto alla gente che accorre in massa è sempre lo stesso: preparate la via per accogliere il Signore, e raddrizzate le strade storte e contorte per tornare a Dio con cuore. Giovanni è grande perché non è autoreferenziale: non si lamenta di sé, né cerca per sé, ma è tutto orientato a Gesù, al cugino di appena qualche mese più grande. Ed e questa sua concreta e decisa relazione col Messia che ne fa il precursore, cioè uno che vive per preparare la strada all’altro.  Ai nostri tempi dove si vive ognuno ripiegato su di sé la sua lezione di vita una provocazione.
Giovanni affascina perché non si limita a predicare la conversione, ma, riconoscendo Gesù come I’Agnello di Dio venuto a togliere il peccato del mondo ha la capacità di mostrare in Gesù il vero Inviato di Dio, facendosi da parte perché Cristo possa crescere, essere ascoltato e seguito».

«Ma da dove nasce questa libertà e insieme questo coraggio? La risposta è semplice: dal rapporto con Dio, dalla preghiera, che è il filo conduttore della sua esistenza.
Giovanni è anzitutto il frutto atteso da una lunga e persistente preghiera, quella dei suoi anziani genitori, ma a è impossibile a Dio. L’annuncio avviene, tra l’altro, proprio nel luogo della preghiera, al tempio di Gerusalemme, anzi avviene quando a Zaccaria tocca il privilegio di entrare nel luogo più sacro del tempio per fare l’offerta dell’incenso al Signore. Anche la nascita del Battista è segnata dalla preghiera; il canto di gioia, di lode e di ringraziamento che Zaccaria eleva a Dio e che ogni mattina recitiamo nel Benedictus delle Lodi. Dunque, l’intera esistenza del precursore è alimentata dal rapporto con Dio, in particolare nel tempo del deserto dove privo di appoggi e sicurezze materiali, Giovanni si affida completamente a Dio».

«Da ultimo – ha concluso il vescovo – Giovanni non è solo uomo di preghiera, ma anche una guida all’esperienza di questo contatto intimo. Giovanni è un martire della fede e tutto nasce dal suo dialogo quotidiano con Dio.  La preghiera non è tempo perso: infatti, solo in ascolto di Dio il nostro sguardo si approfondisce, si determina e si concentra. Questa è la vita cristiana. Dove il guardare decide di quello che si va a fare».

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