Scuola

MAB: le idee innovative per il territorio nascono dalla scuola

L’Istituto di Istruzione Superiore Celestino Rosatelli di Rieti, scuola referente per le regioni Lazio e Umbria, ha erogato la formazione sul format metodologico del Mab dal 19 al 23 marzo

Mab è molto più di un semplice acronimo, indicante un laboratorio didattico-innovativo di mappatura collettiva e partecipata di un luogo, capace di integrare i dati percettivi con le conoscenze culturali e geografiche di un territorio. Mab è molto di più di una comune metodologia di Outdoor Learning.

Mab è una filosofia di vita, è guardare con occhi nuovi i territori in cui si vive e che si attraversano. È appropriarsi affettivamente e culturalmente di quei territori, impedendo alla fretta, male che affligge la società moderna, di farceli fagocitare superficialmente.

Ne è certamente consapevole il Ministero dell’Istruzione, che, nell’ambito delle Azioni del Piano Nazionale Scuola Digitale, ha investito energie e risorse sul Mab. È così che un anno fa, ha visto la luce, dopo un’esperienza di formazione internazionale a Lisbona, la Rete Nazionale Mab, articolata in nove sottoreti e promossa dalle scuole polo nazionali “Costaggini” di Rieti e “Blaise Pascal” di Pomezia, grazie alla lungimiranza delle dirigenti scolastiche Alessandra Onofri e Laura Virli.

L’Istituto di Istruzione Superiore Celestino Rosatelli di Rieti, scuola referente per le regioni Lazio e Umbria, sottorete 6, in collaborazione con gli Istituti suddetti e gli Istituti Comprensivi “Pascoli” e Perugia 5, ha erogato la formazione sul format metodologico del Mab dal 19 al 23 marzo.

Si è trattato di una vera e propria esperienza di peer to peer education: i docenti che avevano partecipato al training di Lisbona, Giovanni Maria Bagordo, Anna Crisostomi, Paola Giuliani, Moira Massari, Francesca Raggi e Sara Turani, in questa seconda fase hanno svolto il ruolo di teacher trainers per i loro colleghi.

Sono venti i docenti formati, provenienti dalle due regioni, 15 le scuole che hanno risposto alla chiamata: IC “B.Sisti”, IC “A. Merini”, IC “S. Sassetti”, IC “G. Pascoli”, IC Montasola, IC “Malfatti” – Contigliano, IC “Ulivi” – Poggio Moiano, IPSSEOA “Costaggini”, IIS “C.Rosatelli”, “Elena Principessa di Napoli”, Istituto Omnicomprensivo Borgorose, Liceo “Labriola” – Roma Lido, IC Torgiano-Bettona, IC Perugia 1 “F.Morlacchi”, IC Perugia 5.

Ma il percorso non finisce qui: ad essere ingaggiati saranno ora otto studenti per ogni Istituto, chiamati a mettersi in gioco sul tema dell’acqua in una vera e propria challenge.

Nonostante il momento storico che stiamo attraversando e nonostante le difficoltà, la scuola italiana dà ancora una volta prova di resilienza: vuole crescere, vuole trovare alfabeti nuovi da declinare insieme ai propri studenti, per coinvolgerli sempre di più, persuasa che le loro menti non siano, parafrasando Plutarco, solo vasi da riempire, ma fuochi da accendere. Mai, come ora, i docenti sono chiamati a questa complessa sfida. Il Piano Nazionale Scuola Digitale nella sua intera azione, ma in special modo con il Mab, ha ben interpretato tale esigenza.

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