Arte

Lin Delija, l’esule che dipingeva ritratti sui biglietti del treno

Alla Biblioteca Isontina di Gorizia continua fino al 9 aprile la mostra dedicata all’artista albanese adottato da Antrodoco

Continua fino al 9 Aprile la mostra a Gorizia dedica all’artista Lin Delija. Un viaggio lungo quello di Lin Delija, artista albanese che da Scutari, dove nacque nel 1926 “ramingo per la rotta jugoslava” a ridosso della seconda guerra mondiale, arrivò in pianta stabile ad Antrodoco, cittadina dell’alta Sabina in provincia di Rieti, dove visse fino alla sua morte, avvenuta nel 1994.

Studente all’Accademia di Zagabria e a Roma, passando per Firenze e Osimo, Lin Delija lasciò una forte impronta del suo articolato percorso artistico, tanto che la città di Antrodoco e l’associazione “Lin Delija” gli hanno intestato il “Museo della città Lin Delija – Carlo Cesi” che racchiude un’esaustiva testimonianza del suo operare.

Una serie di fortunate coincidenze, studi e concomitanze hanno fatto sì che la Biblioteca Statale Isontina di Gorizia gli dedicasse ora la mostra inaugurata lo scorso 23 Marzo “Lin Deljia. In viaggio verso casa. Gorizia – Zagabria – Scutari”, curata da Marianna Accerboni, in cui si possono ammirare una sessantina di dipinti ad olio, tempera, tecnica mista e designi, quest’ultimi realizzati dall’artista a matita, pennarello, penna e pastello tra gli anni Cinquanta e il 1990, con una singolare sezione di ritratti e personaggi incontrati casualmente durante i suoi viaggi e realizzati sui biglietti del treno.

Una sorta di mostra antologica che testimonia le diverse tematiche affrontate da Delija, dal ritratto al paesaggio, alla natura morta, passando per la produzione di immagini sacre. «Proprio questo senso religioso della vita (testimoniato anche dalla lunga amicizia con la conterranea Madre Teresa di Calcutta), che si coglie in tutta la sua produzione pittorica, lo ha distaccato dalle correnti artistiche che allora andavano di moda, relegandolo fra i pittori di “Chiesa”. Un pittore, e un uomo, che non ha mai abbassato la testa di fronte alle atrocità della politica del XX secolo e che ha continuato, con testardaggine armato solo della sua Arte, a credere in un nuovo umanesimo, che non tarderà a giungere se si vorrà vivere in pace», sottolinea il direttore dell’Isontina Marco Menato, mentre Marianna Accerboni ricorda che «con quel suo gesto pittorico largo, fluente e immediato, Lin percorre, come ogni vero artista di ogni tempo, un itinerario in salita verso l’essenziale, che lo consacra sperimentatore dell’arte dei suoi anni».

Lin Delija, a Roma, divenne l’allievo prediletto di Mario Mafai, caposcuola con Scipione e Antonietta Raphael della Scuola Romana, volta, dopo il Razionalismo, a una nuova libertà d’espressione, cui Delija aderì, pur memore della cultura orientale e bizantina. La donna, e la sua rappresentazione, rimane tra i temi più frequentati dall’artista, una donna colta nella sua bellezza, nella sua quotidianità, nei gesti spontanei o nel momento della danza o della musica, opere queste pervase da un gran dinamismo e da un senso di profondo rispetto e amore.

La mostra, organizzata dall’Associazione Culturale Lin Delija di Antrodoco, con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica di Albania in Italia, del Comune di Antrodoco, della VI Comunità montana del Velino e la collaborazione della Biblioteca Statale Isontina di Gorizia, ripercorre così, a ritroso, partendo da Gorizia, il viaggio pittorico dell’artista e la sua esperienza di vita tra Scutari, Zagabria e l’Italia.

L’esposizione, aperta fino al 9 aprile, è accompagnata da un accurato catalogo che propone diverse testimonianze e contributi critici, tra cui quello di Ismail Kadare. Per informazioni: www. lindelija. it

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