Le altre conseguenze del terremoto de L’Aquila: dipendenze da alcol e ludopatia

A sette anni dal disastroso terremoto che l’ha colpita, la città abruzzese registra un incremento esponenziale delle dipendenze da alcol e da gioco d’azzardo. Le motivazioni, secondo il sociologo Maurizio Fiasco, sono da ricercarsi nell’aumento delle occasioni di gioco grazie al decreto che ha facilitato l’installazione di slot machine, nella perdita degli spazi comuni e nella mai finita ricostruzione. Mancano luoghi di aggregazione e i ragazzi, sempre più giovani, rischiano di ritrovarsi solo per bere.

La città de L’Aquila rischia di perdere la partita contro la ludopatia. Preoccupa l’aumento della spesa al gioco delle slot machine nel capoluogo abruzzese: +73%, registrato fra il 2007, quando ancora era 780 euro a persona, e il 2012, anno in cui la cifra è schizzata a 1.335 euro. Anche l’intero Abruzzo sembra caduto nel vortice. Secondo la classifica delle Regioni italiane, qui, nel 2014, ogni abitante ha consumato alle “macchinette” 1.416 euro. Numeri da capogiro, illustrati a Roma dall’Alea, Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio, e dalla Scuola internazionale “Etica & Sicurezza” de L’Aquila. Proprio la Scuola ha in programma di allestire nella giornata del 7 aprile, il giorno dopo il settimo anniversario del terremoto che distrusse la città, una serie di incontri negli stabilimenti della Dompé su traumi e dipendenze provocate dalla tragedia. “Non stigmatizziamo gli aquilani”, ha detto Maurizio Fiasco, sociologo e presidente dell’Alea, “il fenomeno della dipendenza da gioco è nazionale”. Tuttavia, nella provincia abruzzese una serie di fattori hanno scatenato un vero e proprio boom.

A cominciare, ha spiegato il sociologo, “dalla perdita degli spazi, testimoni della memoria che dopo la catastrofe non sono stati ricostruiti”.

E poi dai progetti di ricostruzione mai attuati e le soluzioni, giudicate dannose da Fiasco, “come le famose New Town o la scelta di lasciare i terremotati in tenda per un anno, togliendo loro l’abitudine di prepararsi anche solo la colazione da sé”. Ma c’è dell’altro. Secondo il presidente della Alea, nel territorio abruzzese, ad aumentare sono state le occasioni di gioco, grazie a provvedimenti ad hoc dopo il terremoto, come il decreto 39 del 2009, il cosiddetto “decreto Abruzzo”, che ha abolito i coefficienti fra installazione di slot machine e superficie.Non è un caso quindi che oggi l’indice di esposizione veda L’Aquila al primo posto nella regione in rapporto alla densità di popolazione e in cima alla classifica nazionale con 13,2 apparecchi ogni mille abitanti, rispetto ai 6,1 della media in Italia.“A distanza di sette anni dal terremoto de L’Aquila che sconvolse la comunità, i dati sulla dipendenza da gioco da azzardo preoccupano e dovrebbero generare un allarme”, ha ribadito Massimiliano Niccoli, giornalista di Tv2000 che ha moderato la conferenza stampa di presentazione della giornata. Altra piaga emersa nella fotografia offerta dall’associazione e dalla Scuola “Etica&Sicurezza” è la crescita della dipendenza da alcol. A colpire in questo caso è l’età dei giovanissimi che per la prima volta alzano il gomito: 11 anni, secondo i dati del Sert dell’Asl di Avezzano, Sulmona e L’Aquila. In generale, dal giorno del terremoto, l’abuso di alcol è cresciuto del 40%, stando agli accessi al servizio, passati dai 111 del 2009 ai 156 del 2014. Aumentato anche il numero di pazienti che, nell’ultimo biennio, ha deciso di intraprendere un percorso terapeutico, salito dai 26 del 2014 ai 36 del 2015, con un aumento percentuale di quasi il 40% anche in questo caso.

“In una realtà piccola come la nostra, si tratta di una crescita rilevante.

Ognuna di quelle persone vive un microcosmo abitato da sofferenze e dolore”, ha commentatoDaniela Spaziani, psichiatra e responsabile del Sert della provincia abruzzese.
Qualcosa però si muove. “Alla giornata del 7 aprile abbiamo invitato le scuole de L’Aquila e tutte hanno aderito”, ha detto Alberto Carlo Anfossi, segretario Scuola internazionale “Etica & Sicurezza”. “In quell’occasione dialogheremo con tutti per puntare l’attenzione su quello che il terremoto ha prodotto: dipendenze da alcol e gioco d’azzardo”. Ai ragazzi si rivolge anche Francesca Pompa, presidente della One Group, società che insieme alla Scuola organizza l’evento: “Vogliamo dare un messaggio di speranza e informazioni anche su come usare il web per evitare il cyber bullismo. La gente de L’Aquila ha bisogno di ricompattarsi intorno a iniziative di questo genere. In particolare i più giovani, che non hanno più luoghi di aggregazione se non locali dove si beve”.

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