Chiesa di Rieti

La tunica di santa Filippa è arrivata nel monastero di Borgo San Pietro: «Grande emozione»

In attesa dei festeggiamenti per santa Filippa Mareri, che si svolgeranno il 16 febbraio, domenica scorsa si è tenuta la cerimonia di traslazione delle reliquie della santa: la tunica di santa Filippa, conservata per secoli nel monastero di San Fabiano, è infatti tornata in quello di Borgo San Pietro

In attesa dei festeggiamenti per la solennità di Santa Filippa Mareri, che si svolgeranno il 16 febbraio, domenica scorsa si è tenuta la cerimonia di traslazione delle reliquie della santa. La tunica di santa Filippa, conservata per secoli nel monastero di San Fabiano Papa, è infatti tornata nel monastero di Santa Filippa a Borgo San Pietro, dove rimarrà per i prossimi anni.

Stando alle fonti, la reliquia arrivò nel monastero di San Fabiano intorno al 1500 per opera di Suor Alessandra, arrivata a Rieti da Borgo San Pietro per ottenere il titolo di abbadessa. Da allora la tunica è stata sotto la vigile custodia delle Clarisse. «Quando sono arrivata – ha raccontato Madre Concetta Di Paolo, badessa del monastero di San Fabiano – la tunica era già qui, ma non era racchiusa in una teca, si trovava invece arrotolata in un cofanetto di vetro. Circa 50 anni fa, è stata poi dispiegata all’interno di una bacheca insieme a diversi cuori di ferro, simbolo delle grazie ricevute».

In merito al distacco dalla reliquia la badessa ha poi affermato «a noi dispiace, ci viene anche da piangere perché è un grande dono che facciamo alle consorelle di Borgo San Pietro, una cosa preziosa. Tuttavia, lo facciamo volentieri cosicché, nell’eventualità che il monastero venisse soppresso, la reliquia non verrebbe persa e potrà riposare a casa sua».

È proprio nel segno della comunione tra la comunità di San Fabiano e quella di Borgo San Pietro che il vescovo emerito Chirinelli ha celebrato, a Rieti, la Santa Messa d’addio alla reliquia. «Lo scambio dei doni – ha esordito – è una realtà buona. Il dono prende significato dall’intenzione di chi lo dà e di chi lo riceve e la fraternità è il dono più grande. Che questo gesto semplice, fatto con amore, faccia crescere lo spirito dell’incontro e del dialogo, perché abbiamo bisogno di ponti per un mondo più fraterno».

Al termine dell’Eucarestia la teca con la reliquia ha lasciato definitivamente il monastero di San Fabiano e, trasportata su un baldacchino allestito, è arrivata a Borgo San Pietro seguita da un lungo corteo. Qui, accolta dalla gioia della comunità delle consorelle della Casa Madre, è stata posta all’interno della chiesa per la celebrazione della messa da parte del vescovo Domenico.

Commentando il passo del Vangelo, don Domenico ha fatto più volte riferimento alla figura della santa. «Oggi torna a casa il vestito di una madre, perché santa Filippa non era un’eremita ma una donna che ha gemmato tante figlie nei corso dei secoli. Per questo, il “voi” utilizzato da Matteo ci ricorda che la fede non è mai un cammino individuale, ma una continua relazione con l’atro».

«Questa veste, inoltre, rimanda a santa Filippa, che era una rampolla di una famiglia benestante ma si è spogliata di tutto poiché ha scoperto la forza dell’amore del crocefisso. In questo senso, il sale e la luce dimostrano che l’esperienza cristiana deve stare dentro la terra ma deve essere anche visibile e radicata. Filippa ci dimostra di essere stata una luce, una presenza che ha fermentato il territorio attraverso le sue figlie. Il segno del ritorno a casa della tunica – ha concluso – ci aiuta a ritrovare il senso della vita cristiana e, per questo, siamo grati alle suore di San Fabiano».

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