Meeting dei Giovani

La sand art di Gabriella Compagnone stupisce i ragazzi del Meeting di Leonessa

Uno spettacolo del tutto originale e assolutamente sorprendente accompagna i ragazzi durante la prima serata del Meeting dei Giovani di Leonessa: la sand art di Gabriella Compagnone, resa ancora più suggestiva dall'accompagnamento di un ensemble strumentale di archi e fiati.

Uno spettacolo del tutto originale e assolutamente sorprendente accompagna i ragazzi durante la prima serata del Meeting dei Giovani di Leonessa: la sand art di Gabriella Compagnone, resa ancora più suggestiva dall’accompagnamento di un ensemble strumentale di archi e fiati.

La giovane Gabriella, è oggi considerata la prima sand artist italiana. Una passione del tutto particolare la sua, che da oltre dieci anni stupisce il pubblico maneggiando sabbia e facendo letteralmente “nascere” dalle sue mani disegni che lasciano letteralmente senza fiato lo spettatore. «Come spesso accade, tutto inizia da una difficoltà» – racconta Gabriella, oggi riconosciuta come uno dei più grandi artisti di sabbia del momento.

«Frequentavo l’istituto d’arte di Terni, nella sezione cartone animato, un’arte che per essere creata necessita di tempi molto lunghi e dunque di grande pazienza oltre che di grande passione. Forse, io non ne avevo nessuna delle due, o forse la mia strada era un’altra. Così, su consiglio di un insegnante, mi cimentai in questa arte iraniana, praticamente sconosciuta in Italia ai tempi: fu un vero e proprio colpo di fulmine».

Tutto prende il via nel 2009 quando Gabriella è chiamata a partecipare a una trasmissione di Canale 5, e riesce con eccezionale padronanza nell’incantare un’intera nazione, ipnotizzando il pubblico davanti agli schermi e ricevendo subito una grande copertura mediatica.

Da allora una lunga serie di collaborazioni e partecipazioni a importanti eventi, tra cui un celebre spot pubblicitario, la portano ad essere nota ed apprezzata: «diciamo che tutto partì da una serie di coincidenze, e anche una serie di colpi di fortuna». Cosa rappresenta per me la sabbia? L’artista è quasi titubante nel descrivere il legame con un elemento diventato ormai un tutt’uno con la sua vita e il suo lavoro.

«La sabbia rappresenta per me tanto, dalla prima volta che l’ho vista e maneggiata la percezione che ho avuto è che fosse una metafora eccezionale della vita: perché che sia bene o male una volta che la vivi, è così che è andata. Per quanto lavoro ci sia dietro alle mie performance, esse sono sempre immediate, e soprattutto non modificabili».

Gabriella spiega ai ragazzi incantati dalle sue mani al palasport di Leonessa come la sua sia un’arte veloce, e soprattutto definitiva. «In un mondo in cui tutto si può modificare, in cui tutto è artefatto e costruito, la sabbia ti permette di creare davanti al pubblico una cosa impossibile da contraffare: è proprio questa spontaneità che amo del mio lavoro, e sopratutto il fatto che ti insegna ad accettare, per forza di cose, anche l’imperfezione».

Quantificare il tempo impiegato per far emergere un disegno dalla sabbia? Gabriella esita. «Non so quantificarlo, non riesco proprio. So solo che sia mia sia nel caso mi sia dato un tema o nel caso in cui io lo debba inventare, faccio degli schizzi preparatori e poi ci lavoro tu per molto tempo: solo con l’impegno e la passione si riesce a creare qualcosa di buono ed emozionante».

 

 

 

 

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