La Caritas a convegno

Si è tenuto dal 15 al 18 aprile a Montesilvano (PE) il 36° convegno nazionale delle Caritas Diocesane, appuntamento annuale di confronto dell’operare Caritas che deve sempre essere consono ai tempi ed ai bisogni, 597 i presenti e 161 le diocesi rappresentate. Il titolo del convegno “Educare alla fede per essere testimoni di umanità” è come ha evidenziato nell’ intervento di apertura mons. Merisi, presidente di Caritas Italiana , un esplicito riferimento all’anno della fede iniziato l’11 ottobre 2012.

La carità educa il cuore dei fedeli, anima e si traduce in attenzioni ed azioni che come un ponte facilitano l’incontro tra l’uomo, la comunità, la Chiesa e Dio. L’intima natura della Chiesa che nella Deus caritas est si esprime anche nella diakonia, evidenzia la necessità di un’articolazione locale , parrocchiale delle strutture caritas , come antenne tese ad intercettare bisogni molte volte non gridati.

Nell’intervento teologico e pastorale di mons. Bruno Forte arcivescovo della diocesi di Chieti-Vasto, è stato citato l’inno alla carità tratto dalla prima lettera di Paolo ai Corinzi «Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita». La fede che può essere trasmessa, come nel Vangelo di Marco in un cammino che va dalla paura e dal dubbio alla prova ed alla pace dell’incontro.

Lo sguardo competente ed attento del prof. Leonardo Becchetti docente di economia presso l’università di Roma Tor Vergata, ha portato a riflettere sugli scenari economici e sociali che si delineano nella congiuntura che stiamo vivendo.

Al modello delle famiglie con forte propensione al risparmio, con una diffusa proprietà dell’abitazione e con un contenuto ricorso all’indebitamento, si contrappone ormai da cinque anni uno scenario di progressiva erosione del potere di acquisto e di allargamento della forbice delle disuguaglianze sociali, con assottigliamento della cosiddetta “classe media”che si avvicina ai servizi socio assistenziali con discrezione. Anche le azioni del cittadino medio, ha riflettuto Becchetti, possono avere un impatto positivo o negativo sull’andamento dell’economia; la finanza etica, gli acquisti solidali, il microcredito concesso ai non bancabili, potrebbero essere scelte di rottura rispetto ad un sistema che si avvia all’implosione.

“Una Chiesa povera e per i poveri nel mondo” questo il tema delle riflessioni di Mons. Pierre – André Dumas vescovo di Miragoàne e presidente di Caritas Haiti e di P. Samir Khaili Samir islamologo e docente presso l’università di Beirut. Si è dibattuto sulle crisi umanitarie, sugli scenari di conflitto ancora attivi nel mondo, sulla malnutrizione e sui popoli migranti. Evidente è l’interconnessione di questi fenomeni e la necessità di una risposta che l’occidente interpellato ed a volte “colpevole” tarda a dare.

A conclusione dei lavori mons. Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, ha tracciato un quadro delle povertà che si rapportano ai centri di ascolto diocesani. In particolare si evidenziano tendenze comuni alle esperienze in tutto il territorio nazionale:

La crescita significativa del numero degli utenti di ciascun centro in particolare di utenti di nazionalità italiana

La crescita della multi problematicità delle situazioni prese in carico

La fragilità occupazionale che impedisce a molte famiglie di provvedere alle necessità anche del quotidiano

L’incremento delle persone anziane che vivono in nuclei familiari monoreddito

L’incremento dei “ senza reddito” e dei “senza tetto” con situazioni di vita “estreme”.

Don Francesco ha ribadito come troppo spesso la Caritas sia chiamata a supplire a situazioni deficitarie delle istituzioni, con le quali dovrebbe invece operare in sinergia ciascuno nell’ ambito e nel rispetto del proprio mandato. La Caritas ha funzione profetica, l’immagine del “manto di Elia” deve essere per ciascun operatore sintesi del proprio impegno.

Concludendo si è riflettuto sull’importanza del rapporto con Dio nel vissuto quotidiano perché come amava ricordare mons. Nervo fondatore della Caritas nel lontano 1971, la povertà maggiore consiste nella mancanza del Vangelo.

Sono intervenuti al convegno per la Diocesi di Rieti, portando l’esperienza di una Caritas Diocesana ben strutturata secondo le linee guida di Cartas Italiana: Benedetto Falcetti (direttore), Umberto Caraccia (psicologo presso il CdA), Valeria Valeri (operatrice CdA) e Laura Marignetti (volontaria Sesta Opera san Fedele).

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