Italia e l’Europa. Tajani, “uscita dall’euro è una sciocchezza”

L’Italia, con le sue difficoltà politiche, è al centro dell’attenzione europea. Fra Strasburgo (dove è in corso la sessione plenaria dell’Europarlamento) e Bruxelles (sede della Commissione) rimbalzano dichiarazioni, smentite, persino minacce più o meno velate…

Il tutto – è l’impressione generale – rinfocolando le posizioni oltranziste e dando ulteriore fiato ai nazionalisti e agli euroscettici. Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, interviene con chiarezza mista a prudenza: “Seguo con grande attenzione ciò che accade in Italia. Sono convinto che gli italiani sapranno trovare le giuste soluzioni per risolvere tutti i problemi, ma voglio nello stesso tempo dire che l’ipotesi di uscire dall’euro è una sciocchezza. Come presidente del Parlamento europeo, come parlamentare italiano e come italiano farò di tutto perché questo non accada”. Tajani ha poi precisato: “Uscire dall’euro significa uscire dall’Unione e distruggere i risparmi degli italiani”, assestando “un colpo gravissimo alle piccole, medie e grandi imprese”. Nei corridoi e nell’aula di Strasburgo ciascuno si sente in dovere di dire la propria su ciò che accade a Roma e così gli euroscettici Nigel Farage (Regno Unito) e Marine Le Pen (Francia) sottolineano favorevolmente la piega antieuropea assunta da una parte consistente dell’elettorato e delle forze politiche italiane.
Alimentano le discussioni alcune dichiarazioni del commissario al bilancio, il tedesco Gunther Oettinger, rilasciate durante la registrazione di un’intervista che andrà in onda questa sera, poi in parte rettificate con i social: “I mercati insegneranno agli italiani a votare nella maniera giusta”. La seconda versione suona invece così: “Lo sviluppo negativo dei mercati porterà gli italiani a non votare più a lungo per i populisti”. Interviene il presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk: “Rispettiamo gli elettori, siamo qui per servirli non per impartire lezioni”. Segue a ruota una dichiarazione imbarazzata del presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, lussemburghese, affidata al portavoce: “Juncker è stato informato di questo commento sconsiderato, e mi ha chiesto di chiarire la posizione ufficiale della Commissione: compete agli italiani e soltanto a loro decidere sul futuro del loro Paese”. Arrivano le richieste di dimissioni dal leghista Matteo Salvini e da Patrizia Toia, capogruppo Pd a Strasburgo. Quest’ultima afferma: “Chiediamo al presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker le dimissioni del commissario al bilancio Gunther Oettinger. Lo chiediamo per due ragioni: primo, perché non si possono invocare i mercati per dare lezioni politiche a un Paese. Secondo, perché con queste dichiarazioni non fa che danneggiare l’Italia. Un commissario che si occupa di bilancio dovrebbe sapere quanto è facile e pericoloso influenzare i mercati”.
Stefano Maullu, eurodeputato di Forza Italia, è sulla stessa linea: “Il commissario Oettinger deve dimettersi, non vi sono alternative. Nessuno può parlare in questo modo all’Italia, uno degli Stati fondatori dell’Ue”. Ad alimentare le tensioni una pioggia di altre dichiarazioni alla stampa. Mentre in emiciclo, intervenendo sulla situazione di Gaza, l’eurodeputato leghista Mario Borghezio, afferma: “Anche in Europa si corre il rischio che un popolo, sia pure in situazione diversa, si senta ugualmente umiliato, offeso, irriso nel valore più importante, la sua sovranità nazionale, in quanto trattato dall’Ue come un Paese coloniale a cui si vuole impedire la scelta del proprio governo”. Infine la minaccia esplicita: “Fate attenzione all’intifada politica che il nostro popolo potrebbe attuare”.

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