Incatenare la città

La mancanza di organizzazione e di comunicazione che si vede costantemente nella nostra città, rende insopportabile anche la più sana delle manifestazioni a causa di effetti collaterali ampiamente minimizabili.

2 giugno 2011, festa della Repubblica nel 150° dell’Unità d’Italia.

Festeggiamenti solenni in Città e in Piazza Cesare Battisti, con giusto e doveroso dispiegamento di Forze e di Autorità, ma anche di cittadini, che credono fortemente nella Patria, nella Nazione, nello Stato, nelle Forze Armate.

Era una giornata da dedicare solo a questo, per onore, buon senso e senso della misura.

Invece vi sono organizzazioni che colgono l’occasione di queste giornate di festa per promuovere altro genere di manifestazioni – per carità legittimamente e liberamente – ma coinvolgendo o il centro storico o l’anello perimetrale esterno al centro storico, per causare una sola e irragionevole catena di conseguenze: bloccare il traffico, generare malcontento, procurare ritardi, intasamenti.

Chi sta al bordo di una strada in automobile, aspettando di avere l’ok per passare, non si gode minimamente il passaggio né di biciclette, né di macchine.

Soprattutto se non si tratta di qualche minuto, ma anche di mezz’ora e pure più.

Nessuno si offenda.

Si potrebbe obiettare: ma anche quando ci sono manifestazioni religiose, come le processioni, si crea disturbo!

È vero, ma dobbiamo distinguere quando si tratta di manifestazioni di popolo, alle quali prende parte una nutrita rappresentanza di cittadini, da quelle manifestazioni unicamente finalizzate a bloccare tutto per far notare a tutti che ci sono alcune categorie di persone amanti della macchina d’epoca, piuttosto che della bicicletta.

Non si tratta di essere “bastian contrari” di tutto, ma cercare anche di limitare i disagi di chi calcola di doversi muovere in una piccola città, senza dover preventivare i tempi previsti per le metropoli.

Nella società liquida, tecnocratica, edonistica, tutto si vuole, tutto si deve, tutto si fa.

E tutto diventa sempre più complicato, perché ciascuno avanza il diritto di esserci, di farsi notare, di portare quei valori e quelle esigenze che ritiene imprescindibili.

Non sono da invidiare le Autorità Civili che vengono interpellate per rilasciare le previste autorizzazioni, ma non è secondaria la scarsa informazione data ai cittadini circa i disagi legati alle varie manifestazioni.

Nel futuro andrà meglio.

Si spera!

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