Chiesa di Rieti

«Festaroli con il cuore»: le confraternite della diocesi verso un cammino di rinnovamento

Si è svolto il 3 novembre nelle strutture della parrocchia di Madonna del Cuore un incontro dedicato alle confraternite della Chiesa di Rieti, seguito da una Messa in memoria dei confratelli defunti

Si è svolto il 3 novembre nelle strutture della parrocchia di Madonna del Cuore un incontro dedicato alle confraternite della Chiesa di Rieti.
Pensata per celebrare una Messa in memoria dei confratelli defunti, l’occasione è stata anche un primo passo di un cammino da fare insieme a padre Mariano Pappalardo, incaricato dal vescovo Domenico di condurre e presentare le proposte che la diocesi sta elaborando per il mondo delle fraternità.
Proposte – ha spiegato il benedettino – «che non saranno un’imposizione, ma un modo per collaborare, un aiuto a camminare bene e di pari passo. A partire da un testo sul tema della festa e della comunione, che sarà distribuito ai confratelli, e dall’elaborazione di uno statuto diocesano, sul quale modellare quelli dei singoli sodalizi».

Riscoprire la domenica

Sullo sfondo, si intravedono i temi dell’Incontro pastorale dello scorso settembre, quelli della domenica e dell’eucaristia domenicale: «la cosa più importante da trasmettere – ha sottolineato padre Mariano – perché sono il nucleo vitale da cui tutto sgorga».
Il tema della festa è naturalmente nelle corde delle confraternite, ma questa dimensione va ripensata a fondo. Bisogna infatti saper distinguere la festa religiosa dalla semplice sagra, e per far questo va recuperato l’originario nucleo di gioia della fede. Un discorso che rimanda proprio alla domenica, al precetto di santificare la festa, di andare alla Messa. Ma con l’avvertenza che il solo precetto uccide la festa: «nessuno può essere obbligato a far festa, ad amare», ha spiegato padre Mariano. «Dobbiamo uscire da questa mentalità per entrare in quella del dono, della grazia, dell’entusiasmo. Se stiamo perdendo l’entusiasmo è forse perché stiamo disimparando l’arte della festa, l’arte dell’amore. Festa e amore che si realizzano in maniera sublime nell’Eucaristia. Se dimentichiamo questo, perdiamo le nostre radici, non testimoniamo più niente, non trasmettiamo più niente, non diamo più frutto».

Dall’astratto al concreto

La riflessione su questi temi non è astratta, fine a se stessa, ma riguarda la vita delle confraternite in profondità. È proprio perché molti sodalizi stanno attraversando fasi difficili che è necessario ritrovare il senso della gioia e della festa. «Il cristiano non può che essere gioioso – ha sottolineato padre Mariano – ma la gioia non è quella superficiale del mondo, è qualcosa di più profondo, è la perfetta letizia che si sperimenta proprio nel momento della difficoltà. Quando le cose vanno male è la fede che aiuta a mantenere la gioia profonda, perché essa dipende dalla comunione con il Signore, che ne è la fonte».

Diventare contagliosi

E quella delle confraternite dev’essere una gioia contagiosa, cioè inclusiva, per tutti. Per questo padre Mariano ha esortato i presenti ad essere accorti, a fare in modo che nessuno sia escluso dalla feste patronali, a partire dagli anziani, dalle persone sole, da quelli in difficoltà. E nello stesso tempo occorre fare in modo che quanti arrivano solo per i momenti ludici, per mangiare e ballare, si mescolino con le persone che frequentano la chiesa: «Occorre che gli uni si lascino un po’ attrarre dagli altri, senza guardarsi con indifferenza o sospetto».

Attenzione alle regole

Idee e spunti per ottenere questi risultati nei prossimi mesi verranno presentati da padre Mariano ad ogni confraternita con l’aggiunta di piccoli sussidi che possano anche aiutare a realizzare al meglio le feste sia dal punto di vista ecclesiale che da quello civile, affinché siano «vissute in maniera giusta, trasparente anche dal punto di vista economico», e affinché non divengano, come a volte accade, occasioni per liti e contrasti.

Uno statuto unitario

Anche per questo si è pensato a uno statuto unitario delle confraternite, «non perché vogliamo dalla diocesi dettare le leggi alle varie realtà, ma semplicemente perché non sono poche quelle che hanno uno statuto precedente nel tempo al Codice di Diritto Canonico e alle attuali leggi civili». Per questi sodalizi, rifare lo statuto è una necessità, e siccome non è una materia semplice, si è pensato di rendere un servizio alle fraternità offrendo loro una pista comune, alla quale ogni realtà potrà aggiungere le proprie specificità e allegare un regolamento interno che tenga conto della propria tradizione».

Un necessario rinnovamento

I nuovi statuti saranno utili alle compagini anche nel rinnovo delle cariche sociali, nel segno della condivisione della responsabilità, ma anche come modo per restituire un nuovo dinamismo a queste particolari forme associative. I nuovi statuti e il testo che sarà presentato da padre Mariano saranno dunque un modo riflettere insieme su cosa è oggi una confraternita, un passaggio importante per rimotivare i partecipanti e fare in modo che non siano sempre gli stessi.
La trasmissione delle tradizioni è sentita da molte confraternite come una necessità. Ma per poter trasmettere è necessario ritrovare le ragioni vere di ciò che si vuole tramandare. E nel caso specifico, il senso del festeggiare è senz’altro un ounto di partenza importante.

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