Estremismo islamico: Rini (“La Vita Cattolica”), “un dio che induce ad ammazzare non è Dio”

“Un dio che induce ad ammazzare non è Dio”. Lo afferma don Vincenzo Rini, direttore de “La Vita Cattolica”, nell’editoriale pubblicato sull’ultimo numero del settimanale diocesano cremonese commentando gli ultimi atti terroristici avvenuti in Bangladesh e Iraq. “Il mondo è pieno delle stragi islamiste”, osserva don Rini, per il quale “abbiamo appena incominciato a piangere i 22 ammazzati di Dacca, che già dobbiamo mettere nella conta i 213 di Baghdad. E restiamo in attesa del prossimo attentato”. Eppure, ricorda il direttore, il Corano “si apre con questa splendida dichiarazione”: “Nel nome di Dio, il compassionevole, il misericordioso”. “Un’affermazione – sottolinea Rini – che potrebbe andare benissimo d’accordo con la nostra fede cristiana in Dio, il cui nome è ‘Misericordia’”. Ma se “per noi cristiani il credere che Dio è misericordia si traduce nel precetto di Gesù: ‘Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli’ (Mt 5, 43)”, prosegue il direttore, “per gli stragisti dell’Isis e di tutti gli estremismi islamici, l’amore compassionevole e misericordioso di Dio si concretizza in massacri e morte”. “Chi sostiene questi professionisti dell’odio e del massacro?”, domanda Rini. “Unanime la risposta degli esperti: dietro ci sta la propaganda wahhabita, cioè l’islam dell’Arabia Saudita, che con le grandi rimesse del petrolio, finanzia il terrorismo sunnita a livello globale”. “Tutti i capi dell’Occidente lo sanno – aggiunge – ma è possibile fare guerra a chi ha tanto denaro utile per il commercio, le banche e gli affari del capitalismo mondiale? No di certo. E allora? Chiudiamo un occhio, anzi, tutti e due: condanniamo le stragi, ma restiamo amici di chi le finanzia”. E a chi rileva che “in questi giorni anche in Arabia Saudita ci sono stati attentati da parte dell’estremismo islamico”, Rini domanda; “che non sia questo, magari, un gioco per buttare fumo negli occhi del mondo?”.

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