Scuola

Epn: il Debate che apre la mente

Il Debate è un'esperienza straordinariamente formativa sia per i ragazzi che per i docenti, comprese le due coach dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Elena Principessa di Napoli” di Rieti, le professoresse Silvia Balossi e Carla Langella

Il Debate è un’esperienza straordinariamente formativa sia per i ragazzi che per i docenti che li seguono, comprese quindi le due coach dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Elena Principessa di Napoli” di Rieti, le professoresse Silvia Balossi e Carla Langella.

Si tratta di un’attività che permette di migliorare la capacità di ascolto e comprendere il punto di vista altrui e di progredire nell’esposizione di ciò che si pensa, cercando di persuadere gli ascoltatori, senza aggredirli, con l’obiettivo di convincerli sul perché l’idea esposta sia la migliore.

Presente anche l’EPN tra le 467 scuole che hanno preso parte a questo movimento di Avanguardie Educative, proponendo così agli alunni e alle famiglie un’importante innovazione didattica. Da due anni ormai il Liceo Linguistico aderisce a questa idea di Avanguardie Educative (INDIRE), e anche in questo periodo alquanto difficile il Debate continua a svolgersi utilizzando la modalità online; nonostante sia complicato non poter dialogare guardandosi negli occhi, la tecnologia moderna ha favorito la possibilità di connettersi con altri studenti a livello nazionale e addirittura globale.

Uno degli studenti dell’EPN è entrato a far parte della rosa dei candidati nella squadra nazionale italiana di Debate; intanto, tre squadre si stanno cimentando nel Campionato Italiano Giovanile di Debate, che è partito ad ottobre e si concluderà ad aprile, e si articolerà in tre fasi: i Gironi eliminatori, un Girone Unico e le Fase finale. Finora le nostre squadre hanno affrontato tre round, migliorando di gara in gara; tutti i Debate sono stati “impromptu”, mozioni preparate in un’ora di tempo e dibattute subito dopo. Le due squadre avversarie si impegnano in modo particolare esponendo e sostenendo argomentazioni a sostegno della propria posizione, citando la fonte dalla quale proviene la loro ricerca, approfondendo così l’argomento assegnato. Gli speakers hanno una funzione specifica: i primi tre devono parlare per 8 minuti, mentre l’ultimo si occupa per 4 minuti del “discorso di replica” e non deve presentare nuove argomentazioni. Questi interventi sono alternati tra squadra pro e squadra contro. Sono consentite almeno due domande, chiamate P.O.I (in inglese “point of information”), che il debater deve porre alla squadra avversaria, per poi riceverne altrettante. I giudici assegnano i punti tenendo conto di tre principali categorie: il contenuto, la strategia e lo stile. Alla fine del Debate i giudici si consultano per elaborare il verdetto e l’esito finale verrà comunicato ai debaters. Fondamentale è il momento della restituzione, in cui i giudici spiegano ai debaters le ragioni del verdetto, soffermandosi sui punti di forza e su quanto migliorare, come singoli e come squadra.

Come sostiene la professoressa Silvia Balossi, «l’esercizio del Debate sviluppa le abilità e le competenze trasversali e di cittadinanza richieste non solo dalla scuola, ma nel lavoro e nella vita».

Progetto Reporter a Scuola di Beatrice Bianchetti

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