Covid

Ecco il nuovo piano vaccinale, prima le persone fragili e loro familiari

L'obiettivo è accelerare fino a 300mila dosi al giorno e arrivare a produrre le dosi in Italia. «Basta con le furberie, rispettare il turno»

Accelerare sulle somministrazioni. Il nuovo piano del governo va in questa direzione e punta a rendere uniforme il trattamento delle diverse categorie sull’intero territorio. È la premessa dei ministri degli Affari regionali, Maria Stella Gelmini, della Salute, Roberto Speranza, e per le Disabilità, Erika Stefani, che ieri hanno presentato il piano della campagna vaccinale nel corso dell’incontro Stato-Regioni con il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, e il commissario all’emergenza, Francesco Paolo Figliuolo.

«Ognuno rispetti il suo turno e cessino le furberie» è stato sottolineato. I vaccini devono andare «alle categorie che ne hanno davvero diritto» ha ribadito come un mantra Gelmini ancora citando l’esemplare «comportamento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha correttamente aspettato il suo turno».

Tutti gli italiani dovranno aspettare il proprio turno, al di là delle professioni e dei presunti privilegi rivendicati. Il contrario di ciò che invece è successo in alcune parti d’Italia. La svolta “anti-furbetti” è nella bozza del nuovo piano: nel documento presentato ieri alle Regioni è stata infatti eliminata come categoria prioritaria quella dei “lavoratori essenziali”. Una scelta riconducibile quindi alla volontà di prevenire eventuali tentativi di prevaricazione da parte di alcune categorie.

«Abbiamo individuato determinate categorie e fasce di età – ha detto ancora Gelmini –. Seguiamo questi criteri con chiarezza, trasparenza e rispetto delle regole». Sono in tutto cinque le nuove categorie prioritarie per l’avvio della campagna vaccinale di massa che dovrebbe scattare a fine mese, con l’arrivo di massicce dosi di vaccino. Oltre al personale sanitario, scolastico, le forze dell’ordine e gli over 80, di fatto un programma già avviato (con alti e bassi a seconda delle Regioni più o meno virtuose, ndr) si proseguirà quindi con i disabili e i caregiver per poi andare avanti dai più anziani ai più giovani, in base anche alle patologie croniche e alla comorbilità. L’obiettivo, dosi permettendo, è quello di vaccinare tutti gli italiani che lo vogliono entro l’estate. E comunque, per poter raggiungere la tanto ambita immunità di popolazione, sarà necessario fare la profilassi ad almeno 40-45 milioni di italiani.

Draghi lancerà oggi ufficialmente la strategia dell’Italia nel corso di un incontro all’hub di Fiumicino: in un recente discorso ha promesso un «deciso potenziamento» e «un’accelerazione» del piano, verso la campagna di massa che si spera di mettere in moto entro aprile, in un lasso di tempo in cui l’Italia dovrebbe sulla carta essere inondata da decine di milioni di fiale (circa 290mila dosi al giorno, mentre ora se ne iniettano in media 150mila al giorno). Obiettivo immunizzare tutta la popolazione entro l’autunno (ora i vaccinati sono il 3%). Ma, oltre alle dosi (che al momento scarseggiano) e che dovrebbero arrivare in quantità massicce a partire dal secondo trimestre dell’anno, rimane il nodo dei vaccinatori.

Se da una parte la schiera di infermieri annunciata da Arcuri non è arrivata, dall’altra, dopo i dentisti, potrebbero farsi avanti i farmacisti. L’accordo con il governo non è stato formalizzato, ma per Andrea Mandelli, presidente della Fofi (Federazione dell’Ordine dei Farmacisti Italiani) e vicepresidente della Camera dei Deputati, perché la campagna proceda in modo adeguato «servono almeno 500mila vaccinazioni al giorno»: «Il tema è questo, abbiamo bisogno di vaccinare, è chiaro a tutti – spiega –. Diamo la nostra disponibilità, non vogliamo sostituirci ai medici ma contribuire a far uscire il Paese dal tunnel della pandemia».

Un ruolo importante lo svolgerà la Difesa, che oltre a inaugurare oggi il primo drive-through> (per vaccinarsi restando in auto) a Milano, invierà team specializzati congiunti con la Protezione civile nelle Regioni più in difficoltà con le vaccinazioni, come la Calabria, secondo quanto deciso nell’incontro di ieri.
Il governo intanto segue anche la strada parallela della produzione nazionale. Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha ribadito l’obiettivo entro il 2021 di realizzare “bulk” (principio attivo e altri componenti) e relativo “infialamento” da parte di imprese che operano in Italia e che sono già disponibili.

1 Le priorità, per categorie ed età​

La principale novità del nuovo piano vaccinale riguarda una più chiara definizione delle priorità. Individuate 5 categorie di persone: terminata la vaccinazione di over 80, docenti e forze dell’ordine si passerà ai soggetti estremamente fragili, disabili gravi e i loro assistenti. Quindi si proseguirà per fasce d’età decrescenti: dalle persone di età compresa tra i 70 e 79 anni, a seguire 60-69 anni e poi le persone con malattie croniche e comorbidità di età inferiore ai 60 anni. Dopo questi ultimi si procederà a vaccinare tutte le persone maggiorenni che lo vorranno.

2 I luoghi scelti per la campagna di massa​

Le vaccinazioni avverranno in ospedali e hub dedicati, come a Fiumicino o alla stazione Termini a Roma. A Milano il ministero della Difesa ha inaugurato il primo “drive-through”, in cui è possibile essere vaccinati senza scendere dall’auto. La profilassi potrà essere fatta anche negli ambulatori medici. Quanto alle aziende, diverse associazioni industriali locali, in accordo con la Confindustria nazionale, hanno avviato un monitoraggio delle aziende disponibili a procedere con la profilassi all’interno delle stesse sedi aziendali.

3 Il personale medico e sanitario​

Ai 60mila medici del territorio (medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali) e ai 40mila specializzandi, si aggiungeranno anche 63.600 dentisti e odontoiatri con l’accordo raggiunto solo due giorni fa. Un esercito ai quali si conta di aggiungere anche i pediatri e i medici dello sport. Ma il numero dei vaccinatori rimane comunque un nodo cruciale: perchè su 12mila infermieri che il bando Arcuri aveva promesso di reclutare, hanno risposto solo in 5mila, ed i contratti sottoscritti sono stati solo 1.750. Mentre altri mille lavoratori devono completare le visite mediche o stanno ancora perfezionando la procedura di selezione. A non aver funzionato, le condizioni economiche (poco appetibili) e un contratto di soli 9 mesi.

4 Il numero delle dosi destinate all’Italia​

L’ultimo lotto acquistato dalla Commissione Ue (4 milioni di fiale Pfizer) si tradurrà in 532mila vaccini in più per l’Italia entro fine marzo. Per la fine del primo trimestre si dovrebbe così arrivare a poco più di 7 milioni di vaccini già ricevuti. Ma da aprile a giugno l’Italia dovrebbe sulla carta ricevere la dose più massiccia, per un totale di circa 54 milioni di fiale entro l’estate. Nel dettaglio, nel secondo trimestre sono attesi: 24 milioni di dosi Pfizer, 4,6 di Moderna, 10 di Astra Zeneca, 7,3 di Johnson e 7,3 di Curevac (non ancora approvato).

5 I tempi per la campagna di massa

La campagna vaccinale di massa dovrebbe partire a fine mese. L’obiettivo è quello di vaccinare h24 negli hub individuati dalle Regioni e iniziare a somministrare 300mila fiale al giorno, quasi il doppio del livello attuale. Da aprile a giugno, con l’aumento delle dosi in arrivo, l’Italia dovrebbe avere la possibilità di arrivare ad almeno 400mila somministrazioni al giorno. Poste Italiane ha messo a disposizione la propria piattaforma gratuita per la prenotazione del vaccino in Lombardia, Sicilia, Calabria, Marche, Abruzzo e Basilicata.

6 Quante sono le persone vaccinate ad oggi​

L’obiettivo quindi della nuova campagna è quello di accelerare una vaccinazione che al momento vede poco più di 6 milioni (per la precisione 6.005.183) di dosi somministrate in Italia, di cui oltre 1,8 milioni di persone già vaccinate con la doppia dose del richiamo, secondo i dati del ministero della Salute. Sono invece complessivamente 7.207.990 le dosi di vaccino ricevute alla data di ieri. Per l’esattezza si tratta di: 5,2 milioni di Pfizer-Biontech, 493mila dosi di Moderna e 1,5 milioni di AtraZeneca.

da avvenire.it

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