È morto il giudice Marcello Chiattelli, per anni presidente del tribunale reatino

Si è spento tra le cure e gli affetti dei suoi cari il dott. Marcello Chiattelli, per tanti anni magistrato presso il tribunale di Rieti. Originario di Passignano sul Trasimeno (PG), vi era nato nel ’22 ma era in sostanza un vero e proprio reatino d’adozione, avendo trascorso nella nostra città la maggior parte dei suoi anni (dapprima nel quartiere di Regina Pacis, in via Pietro Boschi, e poi a case San Benedetto) e della sua prestigiosa carriera professionale.

Nel ’74 – nominato magistrato di corte d’appello – divenne consigliere pretore dirigente dell’allora pretura reatina, che diresse poi per tanti anni con grandissima competenza, riconosciuto equilibrio ed umanità indiscussa. Negli ultimi tempi della sua attività di magistrato gli fu giustamente riconosciuta la carica di presidente del tribunale reatino, che diresse con prestigio avendo tra i suoi collaboratori magistrati quali l’attuale primo presidente della Corte di cassazione Canzio, in un epoca sicuramente felice per il foro reatino.

Aveva sposato una reatina doc, Rossana Fioritoni – insegnante a Roma – e dalla loro unione erano nati Roberta, Valeria, Carlo e Luca. Con questi ultimi due – entrambe avvocati – appesa al chiodo la toga di magistrato costituì nel ’93 l’omonimo studio legale, sin da allora assai stimato ed apprezzato in città; quello studio che l’ex presidente del tribunale, nonostante l’età ed alcuni problemi di salute degli ultimi anni, ha continuato a frequentare sin che ha potuto, manifestando quella straordinaria passione per il diritto e la giustizia che da sempre furono la stella polare della sua lunga ed apprezzata esistenza.

Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, sia al di fuori che dentro le mura di palazzo di Giustizia, non potrà che rammentarne la semplicità nel comunicare con chiunque, l’immediata empatia che suscitava la sua cordialità caratterizzata da quel sorriso che dispensava verso ognuno e, soprattutto, nei confronti dei tantissimi cittadini che negli anni sono venuti a contatto con lui a causa del suo ruolo prestigioso e delicatissimo.

L’umanità e l’equilibrio che lo caratterizzavano nell’affrontare gli innumerevoli casi a lui affidati erano frutto della sua grande padronanza del diritto – in cui era immerso sin da giovane con passione mai sopita – e della sua capacità di interpretarlo ed applicarlo ai casi concreti della vita di tutti i giorni.

Proprio alle soglie della pensione gli era stata riconosciuta una delle maggiori onorificenze da parte dello Stato, allorché fu nominato il 2 giugno del ’93 Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. I funerali si terranno mercoledì mattina nella chiesa di Regina Pacis. Poi il viaggio verso il piccolo cimitero di Castel Rigone, la frazione di Passignano dove si trova la tomba di famiglia

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