“Cantine sotto le stelle”: la gioia di una storia “piccola”

La città di Rieti e il suo circondario dispongono ancora di forze sane e angoli autentici. Lo dimostra la buona riuscita di “Cantine sotto le stelle”, manifestazione promossa dall’associazione “Amici di Castelfranco” nella omonima frazione del capoluogo.

La proposta ha intrecciato la buona gastronomia alla tipicità locale del “Cesanese”, un vino caratteristico di Castelfranco. Opportuno riportare l’attenzione sulle qualità del prodotto: non solo è ottimo, ma testimonia a suo modo il valore della storia “piccola”. Le sfumature dei sapori tradizionali raccontano infatti anche la varietà di produzioni di cui è capace un territorio, la sua ricchezza culturale.

E a proposito di cultura, “Cantine sotto le stelle” è stata anche una occasione per godere di buona musica e di momenti di danza e teatro di qualità. Durante le due serate della manifestazione, il pubblico ha potuto fare esperienza della danza orientale di “Rea Luna”, e dello spettacolo “Teatro Potlach” con il gruppo teatrale AESOP Studio. Quanto alla musica si sono esibiti Carlo Valente, il Fuccelli Enesemble con la proposta “la fisarmonica da Kramer a Piazzolla”, e il raffinato jazz degli Oprachina. Palco delle esibizioni la minuscola piazza di Castelfranco, con la bella chiesa doverosamente aperta e frequentata.

Gli organizzatori ci hanno confessato la fatica necessaria per realizzare il tutto, ma ne vale davvero la pena. Anche perché la partecipazione e la gioia di vivere dei ragazzi che hanno dato una mano ricordano quanto di buono e bello può venire dal mettere insieme una buona idea e la voglia di darsi una mano.

Lontano dall’essere la solita sagra, caciarona e interessata, “Cantine sotto le stelle” è stata un ritornare a cose e valori di cui effettivamente si sente la mancanza. Dunque bene venga una terza edizione.

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