Ad Amatrice la statua della Madonna di Fatima. Don Toni (Unitalsi): «una benedizione a chi è stato colpito dal terremoto»

Il 13 maggio alle 11, mentre papa Francesco presiederà a Fatima la messa nella quale dichiarerà santi Francesco e Giacinta Marto, arriverà ad Amatrice la statua della Madonna di Fatima benedetta dallo stesso Bergoglio. L’iniziativa è promossa dalla Sezione romana-laziale dell’Unitalsi (Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali) in collaborazione con la sottosezione di Rieti dell’Unitalsi e con i volontari reatini.

Alle ore 12 verrà celebrata la messa presieduta dal vescovo Domenico, alla quale sarà presente anche il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. Per l’occasione la Sezione romana-laziale dell’Unitalsi consegnerà al sindaco di Amatrice le chiavi di una casa prefabbricata per la famiglia di una persona disabile. Nel pomeriggio, alle 16, la statua della Madonna di Fatima si sposterà a Leonessa (Rieti) dove si snoderà la processione – animata dai volontari dell’Unitalsi – per le strade della cittadina reatina. «Una processione con la statua della Madonna di Fatima – spiega don Gianni Toni, assistente della Sezione romana-laziale dell’Unitalsi – che assume un doppio significato. Il primo quello di essere in comunione con papa Francesco che in quei momenti in Portogallo canonizzerà Giacinta e Francesco Marto. Il secondo segno è quello di portare per la benedizione celeste a quanti sono stati martoriati dal terremoto».

Da Preziosa Terrinoni, presidente della Sezione romana-laziale dell’Unitalsi, arriva anche «un grazie speciale» alla presidente della sottosezione di Rieti, Maria Luisa Di Maio, e ai volontari dell’associazione, «che hanno reso possibile questa iniziativa che culminerà con la donazione di una casa prefabbricata da destinare ad una famiglia che abbia un familiare disabile. Il nostro – dichiara – vuole essere un piccolo gesto di speranza per aiutare gli amatriciani a ripartire e per testimoniare loro la nostra vicinanza. Dobbiamo ricordare oggi più che mai – conclude – le prime parole pronunciate cento anni fa dalla Madonna a Fatima: “Non abbiate paura”. È un messaggio valido per tutti e particolarmente per chi è provato, come le nostre sorelle e i nostri fratelli terremotati».

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